ROMA

Folle inseguimento sulla casilina: nomadi in fuga speronano auto polizia

Giovedì 7 Maggio 2020 di Marco De Risi
3
Due nomadi in fuga a bordo di un'auto lanciata a folle velocità hanno speronato una volante della polizia. Un fatto che ha delle analogie con l'omicidio di un poliziotto avvenuto nei giorni scorsi a Napoli. L'agente Pasquale Apicella fu speronato da un'auto guidata da nomadi. L'inseguimento è avvenuto la scorsa notte, da parte dei carabinieri della compagnia Casilina insieme ad una volante della polizia del commissariato Prenestino. Sono stati arrestati due cittadini bosniaci, di 19 e 37 anni, nullafacenti e con precedenti, provenienti rispettivamente dal campo nomadi di via Salviati e Candoni, con l’accusa di lesioni, violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale nonché danneggiamento aggravato. Nel corso di alcuni controlli del territorio, in via Alessandrino, i Carabinieri avevano notato la coppia di nomadi aggirarsi con fare sospetto a bordo di un’auto e gli hanno intimato l’alt.

"Onore al poliziotto ucciso sul lavoro": Marius lascia fiori davanti alla questura

Noncuranti, i due si sono dati alla fuga che si è protratta per diversi chilometri, tra via Prenestina e viale Palmiro Togliatti dove l’auto dei fuggitivi è sbandata, andando a sbattere contro un palo della segnaletica stradale verticale. Nel contesto sopraggiungeva in ausilio anche una volante della polizia di del commissariato Prenestino che bloccava la fuga dei nomadi, venendo speronata dai fuggitivi. Subito dopo i due sono stati bloccati definitivamente e arrestati dai carabinieri e dalla polozia. A seguito dello speronamento gli agenti della volante sono stati entrambi medicati presso il pronto soccorso dell’Ospedale Vannini e dimessi entrambi con 10 giorni di prognosi. Il 37enne, che guidava l’auto, è stato anche sanzionato perché risultato privo della patente e l’auto è stata sequestrata. Sottoposti al rito direttissimo, per il 37enne è stato disposto l’obbligo di dimora mentre il 19enne è stato rimesso in libertà in attesa di giudizio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA