Roma, soccorre un ferito in auto: infermiere preso a pugni

L’uomo aggredito dall’autista ubriaco, finito fuori strada alla Borghesiana

Soccorre un ferito in auto: infermiere preso a pugni
di Alessia Marani
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Domenica 13 Marzo 2022, 00:09 - Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre, 13:25

Ancora un’aggressione al personale dell’Ares 118, il servizio dell’emergenza sanitaria. Questa volta ad avere la peggio è stato un giovane infermiere in servizio su una ambulanza della postazione di Tor Bella Monaca, che l’altra notte è intervenuto insieme al suo equipaggio su un incidente stradale nella zona della Borghesiana. A finire in ospedale, dunque, non è stata solo la persona soccorsa, ma il professionista stesso, suturato con cinque punti sul volto dai colleghi del pronto soccorso di Tor Vergata e medicato con una prognosi di ben quindici giorni.

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La dinamica

Il fattaccio è successo intorno alle 3,40 di giovedì notte in via Mandanici, nel territorio del VI Municipio. L’equipaggio era stato mandato sul posto dalla sala operativa dopo la segnalazione giunta al 112. Un uomo alla guida di una Mercedes Classe A nera aveva perso improvvisamente il controllo della vettura e aveva sbandato paurosamente fino a schiantarsi a velocità sostenuta contro il muro di recinzione e il cancello di un edificio privato. I residenti avevano, dunque, sollecitato i soccorsi.

Anche in questo caso, come in molti altri, sul posto, però, l’ambulanza e le pattuglie delle forze dell’ordine non sarebbero arrivate contemporaneamente. I primi a prestare aiuto sono stati, dunque, proprio gli operatori del 118. Quando l’infermiere, trent’anni, occhiali sul volto, si è precipitato verso la vettura e si è affacciato nell’abitacolo per sincerarsi delle condizioni del conducente, quest’ultimo, probabilmente in preda ai fumi dell’alcol e sotto l’effetto di stupefacenti, per tutta risposta, gli ha sferrato un pugno violentissimo che gli ha spaccato il labbro e lo ha messo letteralmente kappaò. All’autista che lo ha aiutato a riprendersi è apparso stordito e confuso. Il collega, infatti, non riusciva più a parlare bene, per un momento non ricordava nemmeno dove fosse, il suo viso era una maschera di sangue. Solo grazie all’arrivo della polizia e di un altro mezzo in supporto del 118 e con l’ausilio di un’automedica, l’aggressore, in stato di forte agitazione psicomotoria, è stato fermato, sedato e portato in ospedale.

Non è la prima volta che il personale del 118, da sempre in prima linea, diventa il bersaglio di attacchi violenti o di aggressioni. A dicembre le ambulanze della postazione del Santa Maria della Pietà erano state più volte colpite da una sassaiola. Tempo fa un equipaggio venne affrontato coltelli in pugno da pregiudicati nel quartiere di San Basilio. A tutto ciò si aggiungono gli incidenti in servizio, come quello avvenuto in prossimità delle Terme di Caracalla la mattina del 20 febbraio scorso, quando una automedica con tre operatori a bordo, in sirena e con il lampeggiante acceso, è stata tamponata da un’altra vettura. Medico, autista e infermiere rimasero anche in questo caso feriti. Miracolato anche l’equipaggio di un’altra ambulanza a cui pochi giorni prima una ventenne alla guida tagliò la strada all’incrocio tra via della Serenissima e via Prenestina, facendola ribaltare. 
«Gli operatori del 118 sono continuamente esposti a pericoli e al rischio - afferma Massimiliano Scermino, candidato Rsu per l’Ugl - Non possiamo accettare oltretutto insensate e brutali aggressioni come quella della Borghesiana. Al collega va tutta la nostra solidarietà». 
Ieri mattina, l’infermiere, ancora sotto choc, si è presentato negli uffici del commissariato Casilino per sporgere formale denuncia. A quanto si apprende, l’Ares avrebbe intenzione di costituirsi parte civile. 

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