Roma, incidente a Corso Trieste: anche l'autista indagato per omicidio stradale

Roma, incidente a Corso Trieste: anche l'autista indagato per omicidio stradale
di Alessia Marani e Camilla Mozzetti
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Lunedì 26 Ottobre 2020, 23:53 - Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre, 16:37

Ci sono i primi iscritti nel registro degli indagati per l’incidente che, venerdì sera, sulla via Nomentana a Roma all’incrocio con Corso Trieste, è costato la vita a Serena Greco, 38 anni, mamma di due bambini piccoli e impiegata in un Caf di Montesacro. La giovane donna era a bordo del suo Liberty 125 quando, per cause ancora da accertare, ha impattato con un Tmax che viaggiava sulla sua stessa corsia, fino a essere travolta e a schiantarsi sull’asfalto. Secondo il pm Gennaro Varone, in base alle prime dettagliate informative degli agenti della Polizia locale del II Grupppo Parioli, avrebbero quantomeno avuto un ruolo di corresponsabilità nel drammatico incidente, lo stesso centauro, C. L., 31 anni, rimasto ferito nell’impatto, e l’ucraino di 35, anni, S. C., che era alla guida di una Mercedes grigia scappata via subito dopo l’incidente e rintracciata successivamente dai caschi bianchi.

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I motivi

I due sono, dunque, indagati per omicidio stradale in attesa delle perizie sui loro mezzi, di cui il pm ha convalidato il sequestro. A chiamarli in causa la loro condotta alla guida: il primo, secondo quanto finora ricostruito, viaggiava a una velocità piuttosto sostenuta; lo straniero, invece, con piccoli precedenti di polizia alle spalle, e senza permesso di soggiorno, avrebbe commesso delle manovre che potrebbero avere impaurito o indotto all’errore Serena. L’ipotesi è che con il suo comportamento l’uomo abbia provocato l’incidente e spinto o tamponato la donna che, in sella al motorino, è stata poi investita dalla moto. Del resto, C. S. la patente non l’aveva nemmeno mai conseguita, aveva provato a sostenere l’esame per il riconoscimento del titolo italiano ma gli era stato negato, a quanto risulta, proprio a causa di problemi d’attenzione alla guida. La Mercedes non era nemmeno assicurata, motivo - insieme agli altri - per cui probabilmente anziché fermarsi per sincerarsi delle condizioni di salute dei due a terra, ha deciso di spingere il piede sull’acceleratore e andarsene. Non è sfuggito, però, all’occhio attento di alcuni testimoni e alle telecamere di videosorveglianza di alcuni negozi lungo Corso Trieste che hanno restituito la targa ai vigili urbani.

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L’ucraino era stato così individuato e raggiunto presso la sua abitazione sulla Tuscolana. Sulla Mercedes gli agenti hanno rinvenuto dei segno e alcune ammaccature che ora sono al vaglio degli inquirenti. Saranno delle perizie ad hoc disposte dalla Procura a stabilire se e come i vari veicoli coinvolti nello schianto siano entrati in collisione tra di loro o, almeno, sulla stessa traiettoria. Perizie dirimenti. Secondo le ricostruzioni, rese difficoltose dall’assenza di telecamere nel punto esatto dello scontro, Serena Greco sarebbe arrivata all’incrocio con via Spallanzani provenendo da Porta Pia e percorrendo la corsia laterale della Nomentana. A quel punto si sarebbe spostata sulla sinistra in attesa che il semaforo diventasse rosso per attraversare la strada e imboccare Corso Trieste. La Mercedes che camminava dietro di lei avrebbe compiuto la stessa manovra spingendola forse al centro della carreggiata per evitare di bloccare le altre auto e in questo modo l’avrebbe esposta alle mire della moto che camminava a velocità molto sostenuta e che pertanto non avrebbe avuto il tempo di evitarla. 

 

 

La ricerca

Intanto, gli agenti hanno già individuato altri testimoni e ieri hanno cominciato ad ascoltarli. Attraverso la visione delle varie telecamere di zona (quasi tutte private, però) i vigili sono riusciti a risalire ad altri veicoli che erano passati per quell’incrocio alle 16,30, orario dello schianto. Ora bisognerà accertare se qualcun altro sia stato coinvolto. Intanto, monta la questione sicurezza lungo quel tratto della via Nomentana. Gli incroci con Corso Trieste e viale Regina Margherita annoverano, infatti, un triste primato in quanto a incidenti gravi e anche mortali in zona. Tanto che ieri la comandante del II Gruppo, Donatella Scafati, ha scritto al Dipartimento chiedendo l’immediata installazione di impianti di videosorveglianza.

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