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Roma, 31enne picchiato dal branco al Casilino: «Io, aggredito perché gay»

Roma, 31enne picchiato dal branco al Casilino: «Io, aggredito perché gay»
di Marco De Risi
3 Minuti di Lettura
Lunedì 3 Agosto 2020, 08:12

Aggressione omofoba al Casilino. Un uomo di 31 anni è stato affrontato da alcune persone che gli hanno rinfacciato il fatto di essere omosessuale. L'hanno offeso e accerchiato per poi picchiarlo. Il pestaggio si è verificato venerdì verso le 16, su un tratto di via Pietro Anderloni, vicino la stazione di Torre Angela. La vittima è stata travolta dalla violenza di almeno quattro, cinque ragazzi che l'hanno insultata in quanto gay. Poi, hanno picchiato il giovane sferrandogli un pugno in pieno volto che gli ha fratturato il setto nasale.È la polizia che si occupa delle indagini per rintracciare gli autori del pestaggio. Il gruppetto, dopo avere picchiato il 31enne è fuggito rapinandogli il cellulare.

«Ero in strada - ha raccontato il giovane agli investigatori - quando sono stato circondato da alcune persone. Hanno iniziato ad offendermi a sfondo omofobo. Mi hanno detto che ero un brutto gay e che non dovevo girare per strada. Hanno iniziato a toccarmi in modo minaccioso. Ho capito che sarebbe finita male. Ho cercato di fuggire ma non ce l'ho fatta. Loro mi hanno circondato. Si sono fatti sempre più vicini. Poi mi hanno aggredito. Mi hanno picchiato a pugni fino a quando non sono caduto in terra. Prima di fuggire mi hanno preso il telefonino».

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I SOCCORSI

Un'inchiesta che potrebbe coinvolgere anche la squadra mobile considerate le minacce, le offese e il pestaggio. Alcuni passanti, viste le condizioni in cui versava il ragazzo hanno subito chiamato i soccorsi. È stato il personale di un'ambulanza del 118 a prestare le prime cure al giovane sanguinante a terra. Subito dopo è stato trasportato al policlinico Casilino dove è arrivato al pronto soccorso in codice rosso. I medici gli hanno riscontrato ferite multiple ma soprattutto la frattura del setto nasale. Per lui è stata stilata una prognosi di oltre 20 giorni.
Sul posto dell'aggressione si sono precipitate alcune volanti che hanno dato la caccia al gruppetto di violenti pattugliando quel tratto di territorio. Per ora i ricercati sono riusciti a fuggire. Gli equipaggi hanno percorso le strade del quartiere potendo contare sulla descrizione delle persone da ricercare fornite dalla vittima. I violenti hanno agito in cinque, ragazzi sulla ventina e fra di loro ci sarebbe anche una persona di colore. Gli agenti nei prossimi giorni, con l'auto della polizia scientifica, faranno alcuni identikit dei fuggitivi. La vittima, in preda al terrore, non è in grado di riconoscere in modo sicuro i suoi aggressori. La polizia, però, sta indagando anche su altri fronti. Ha contattato alcuni testimoni del pestaggio. La loro testimonianza potrebbe essere importante per riconoscere i colpevoli. Non solo: sono state effettuate delle ricerche sulle telecamere della zona. Magari in una ci possono essere riprese che immortalano i violenti.

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