«Sono un Casamonica, dammi 800 euro»: studente 17enne racconta tutto ai genitori, arrestato minorenne rom

«Sono un Casamonica, dammi 800 euro»: studente 17enne racconta tutto ai genitori, arrestato minorenne rom
2 Minuti di Lettura
Martedì 19 Marzo 2019, 15:10

Si è finto un esponente del clan Casamonica per estorcere centinaia di euro a un 17enne minacciando di picchiarlo se non avesse portato l'intera somma. È stata la Polizia postale ad arrestare il minorenne di etnia rom dopo la denuncia da parte della madre del ragazzo vessato. Gli agenti hanno eseguito oggi una misura cautelare coercitiva per il ragazzo accusato di tentata estorsione aggravata continuata. L'indagato, secondo la denuncia della madre, aveva richiesto 800 euro al figlio dopo un primo incontro su via Marmorata, nel quale era riuscito a convincere l'estortore di non avere con sè una tale somma e fingendo di impegnarsi a trovarla in tempi brevi. A quel punto il ragazzo era stato costretto a fornire il proprio numero di cellulare per consentire al malvivente di contattarlo per definire i dettagli dell'incontro per la consegna del denaro.

A quel punto la vittima ha iniziato ad essere perseguitata dal ricattatore tramite una serie di messaggi whatsapp, con i quali lo sconosciuto sollecitava ripetutamente e con minacce la consegna del denaro richiesto. Fortunatamente il 17enne ha raccontato quanto stava accadendo ai propri genitori, che hanno subito denunciato ogni cosa alle forze dell'ordine. Le indagini informatiche hanno consentito di identificare il titolare del profilo whatsapp utilizzato per inviare i messaggi minacciosi con le richieste di denaro: un minore di etnia rom, non della famiglia Casamonica, ma con precedenti di polizia per fatti analoghi. In considerazione della grave e reiterata condotta e tenuto conto dei precedenti specifici, l'autorità giudiziaria per i minori ha emesso la misura cautelare degli arresti domiciliari previsti per i minori degli anni 18, eseguita dagli uomini della Polizia postale di Roma. Nel corso dell'esecuzione gli investigatori hanno anche proceduto al sequestro del telefono cellulare che il ragazzo aveva utilizzato per inviare i messaggi e che sarà sottoposto ad analisi informatica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA