ROMA

Roma, orari violati nei negozi: chiuse 6 attività al giorno

Lunedì 25 Maggio 2020 di Lorenzo De Cicco

Serrande alzate fino a tre ore prima, in barba all'ordinanza del Campidoglio che ha scaglionato le aperture dei negozi di Roma in tre fasce per evitare di intasare i mezzi pubblici nell'ora di punta, una ressa che renderebbe impossibile, più di quando già avvenga ora, mantenere le distanze dell'emergenza Covid. Dai vestiti alle scarpe ai cellulari: nella prima settimana di riapertura, la Polizia locale ha dovuto chiudere 6 negozi al giorno per il mancato rispetto dei nuovi orari del commercio. L'Appio, il Tuscolano e il Prenestino, le zone con più infrazioni in base ai rapporti dei caschi bianchi: 30 esercizi sospesi nei primi 5 giorni. Oltre al verbale da 400 euro (ridotto a 280 per chi salda il conto entro 30 giorni), chi ha giocato d'anticipo violando l'ordinanza comunale ha dovuto calare la saracinesca e rimanere chiuso per tutta la giornata. La mattina dopo, gli agenti della Municipale hanno controllato che l'orario rispettato fosse quello annotato nel provvedimento firmato da Raggi il 13 maggio.

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Provvedimento che potrebbe essere ritoccato a breve: oggi pomeriggio, alle 15, è in programma un vertice tra l'assessore allo Sviluppo economico, Carlo Cafarotti, e le principali organizzazioni del comparto per capire quali categorie potranno anticipare l'apertura. La trattativa è partita la settimana scorsa: dovrebbero poter alzare la saracinesca già alle 8, anziché alle 9.30, officine, servizi di elettrauto e carrozzieri. Forse anche i ferramenta, come ha chiesto la Confesercenti. «Speriamo che questa stessa misura sia allargata alle cartolibrerie - sottolinea il presidente Valter Giammaria - e ci auguriamo che il sabato e la domenica, quando il traffico è più contenuto rispetto al resto della settimana, si possa tornare alla libertà di apertura, senza restrizioni». Altra richiesta dei commercianti, la Ztl aperta in Centro: i varchi resteranno spenti fino al 31 maggio, come avviene dall'inizio del lockdown. Poi? L'amministrazione Raggi, che ha riattivato il pagamento delle strisce blu, deve ancora decidere. Stando alle ultime riunioni al Dipartimento Mobilità, sembrerebbe prevalere l'orientamento a riaccendere i varchi (e le relative sanzioni per chi non ha il tagliando).

«COSÌ MENO TRAFFICO»
Tornando alle fasce orarie, oggi i primi ad aprire, entro le 8 del mattino, sono supermercati, alimentari, forni e pasticcerie. Che possono chiudere entro le 15 oppure tra le 19 e le 21.30. Nella seconda fascia ci sono i «laboratori non alimentari», quindi artigiani, falegnami, idraulici, autonoleggio: possono aprire tra le 9.30 e le 10, con l'obbligo di chiudere tra le 18 e le 19. Nella terza fascia, l'ultima, c'è tutto il commercio di vicinato, i negozi di abbigliamento, di scarpe, di accessori, ma anche i parrucchieri e i barbieri, oltre che i negozi di telefonia e gli internet point. Per queste categorie l'apertura è prevista tra le 11 e le 11.30 e la chiusura entro le 21.30. Proprio in quest'ultima categoria sono state riscontrate le violazioni più numerose.
Come spiega Andrea Giuricin, esperto di Economia dei trasporti dell'università di Milano-Bicocca, «le fasce orarie hanno senso, in questa fase dell'emergenza virus, per evitare di concentrare gli spostamenti dei lavoratori nello stesso momento, con un aggravio per i trasporti pubblici. Dal punto di vista della mobilità, poi, è fondamentale riuscire ad allargare gli orari il più possibile, in modo da spalmare i flussi dei clienti, soprattutto nel weekend».

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