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Roma, famiglia ostaggio in casa dei rapinatori rom: marito e moglie aggrediti a colpi di cacciavite

Il colpo è avvenuto in pieno giorno e i ladri hanno agito a volto scoperto

Roma, famiglia ostaggio in casa dei rapinatori rom: marito e moglie minacciati col cacciavite
di Marco De Risi e Alessia Marani
4 Minuti di Lettura
Giovedì 16 Giugno 2022, 22:19 - Ultimo aggiornamento: 17 Giugno, 14:21

I ladri piombano in casa di una famiglia al Labaro in pieno giorno, alle tre del pomeriggio, mentre tutti, padre, madre e figlia sono all’interno. In tre si sono arrampicati fino al piano rialzato, una volta sul terrazzo hanno forzato una grata e sono entrati. Probabilmente pensavano di non trovare nessuno, forse avevano visto uscire la vicina e credevano fosse la proprietaria dell’appartamento preso di mira, tanto che hanno agito a volto scoperto e senza indossare i guanti. Invece il padrone di casa, un vigile del fuoco di 45 anni, sentendo i rumori è uscito dalla camera di letto dove riposava con la moglie e una volta nel salone si è ritrovato davanti i tre giovani, di etnia rom.

 

Famiglia ostaggio in casa dei rapinatori rom

Ne è nata una colluttazione, il pompiere è stato minacciato con la punta di un cacciavite poi scaraventato a terra e bloccato. Stessa sorte per la donna; i ladri sono entrati in camera, le hanno rubato una catenina con l’effige della Madonna e 200 euro cash, poi sono stati visti fuggire via a bordo di una Panda blu. Ma non l’hanno fatta franca, perché nel giro di poche ore sono stati tutti individuati dalla polizia: i due maggiorenni di 19 e 26 anni, portati in carcere, un sedicenne, al centro di prima accoglienza di via Virginia Agnelli, in attesa della convalida. Insomma il colpo che doveva essere uno dei tanti (i tre avevano una sfilza di precedenti) mordi e fuggi negli appartamenti più facilmente raggiungibili con lo scopo di arraffare oro e contanti lasciati in giro per casa, male è iniziato per il terzetto e peggio è finito. 


L’INTUIZIONE DELL’AGENTE
Una volta ripresa dallo choc, la famiglia ha chiamato la polizia. Sul posto è intervenuto l’equipaggio della volante 6, oltre agli agenti del commissariato Flaminio Nuovo. È stato l’intuito di un agente a portare i colleghi sulla strada giusta. Il poliziotto, infatti, ascoltando la dettagliata descrizione dei tre da parte delle vittime - medicate entrambe in ospedale con prognosi di 7 giorni - si è ricordato di almeno un paio di ladri con quartier generale il campo nomadi di via Gordiani. Diramate le ricerche, la volante di pattuglia nella zona di Torpignattara ha aspettato la Panda nei pressi dell’insediamento e, di fatto, l’ha intercettata su via Anagni. I poliziotti hanno subito bloccato le portiere, intrappolando i due adulti seduti davanti mentre il ragazzino è sgattaiolato via. Ma ha perso il telefonino. Insomma, risalire alla sua identità per gli investigatori è stato un gioco da ragazzi. Quando, però, sono andati a bussare alla porta di casa del minore, a Tivoli, la madre ha negato che fosse dentro, mentre lui correva a ripararsi nella baracca dello zio. Alla fine, però, è stato preso anche lui. Non basta.

MALLEOLO ROTTO
Uno banditi si ricorderà del colpo fallito in via Castellanza pure per il malleolo rotto che si è procurato saltando giù dal piano rialzato (con affaccio da primo). La catenina e i soldi sono stati ritrovati nell’auto e restituiti. Sotto choc la famigliola: «Non credevamo che questa via tranquilla e di periferia potesse essere nel mirino dei ladri, soprattutto in pieno giorno. Alla vicina che aveva montato le telecamere esterne avevamo detto che era stata esagerata. Invece...». Secondo quanto rilevato dalle forze dell’ordine negli ultimi tempi, i raid dei ladri avverrebbero ormai più di giorno che di notte. «Approfittano del fatto che la maggior parte delle persone è al lavoro, oppure, aspettano che si allontanino per delle commissioni. Per questo bisogna sempre dare le mandate alla porta e insospettirsi se si vedono presenze o movimenti insoliti nei palazzi», dice un ispettore di lungo corso. 
 

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