ROMA

Roma, all'Eur gli aggressori erano in tre: nell'auto c'era anche una donna

Lunedì 10 Giugno 2019 di Alessia Marani

Erano in tre nell'auto che l'altra notte ha investito e per poco non ha ammazzato quattro persone all'uscita della discoteca Bibliotechina, all'Eur. A bordo della Polo lanciata come un proiettile contro il gruppo e altre due persone, al momento irreperibili, insieme con Lorenzo Comparelli, 23 anni, alla guida, arrestato per tentato omicidio plurimo e omissione di soccorso, c'erano il fratello gemello e, seduta dietro, la fidanzatina di uno dei due. Entrambi adesso sono indagati per rissa e concorso nel tentato omicidio, ma sarà il pm, una volta ricevuta l'informativa degli agenti di Esposizione, a decidere dell'accusa di cui dovranno rispondere. Tra i feriti falciati come birilli vi sarebbe anche un loro amico.

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LA DINAMICA
Una notte di follia, tra botte e coltelli, in via di Val Fiorita, su cui la polizia vuole vedere chiaro. Lorenzo ha il viso da bravo ragazzo. Quando il padre arriva in commissariato è furioso. La famiglia vive nel quartiere San Lorenzo, il papà fa l'ambulante, la madre le pulizie. I figli consegnano le pizze come rider, incensurati. «Ho fatto una cavolata, una stupidaggine. Ho avuto paura, mi sono sentito accerchiato e volevo scappare. Perdonatemi», ha continuato a ripetere Lorenzo prima di varcare, sabato, la soglia del carcere di Regina Coeli. Eppure per gli investigatori altre strade per poter andare via ce n'erano e lui, invece, ha puntato dritto verso la Panda verde contro cui almeno un paio di ragazzi stavano sbattendo e massacrando di botte un altro giovane. Uno dei feriti, Fabrizio V., 53 anni, vigile del fuoco fuori servizio che stava aspettando il figlio che era nel locale, racconta: «C'era una lite, volevo dividere quei ragazzi ma sono stato investito dall'auto e trascinato per molti metri, finché non ha inchiodato e fatto retromarcia per continuare la corsa». Gli attimi successivi sono indelebili nella mente di Damiano A., 19 anni, dimesso dall'ospedale. «Il mio amico, coetaneo, Fabrizio P. e io - ha raccontato a chi è andato a trovarlo - abbiamo visto due ragazzi che stavano picchiando un altro giovane tenuto con il viso schiacciato contro la Panda. Uno, in particolare, lo stava pestando, tanto che l'altro a un certo punto gli diceva fermati. Allora con Fabrizio abbiamo gridato lascialo perdere. Ma quello ha tirato fuori un coltello e allora noi ci siamo girati per allontanarci, ma la Polo ci ha presi in pieno». La macchina ha centrato anche uno dei due picchiatori che ora ha il viso sfigurato, con il naso tagliato. «Alla Polo diceva aho, fermate, come se conoscesse i ragazzi che erano sopra».
Il racconto di Damiano è stato raccolto anche da Francesco P., il papà di Fabrizio, che fa il poliziotto ed è ancora sotto choc. «Mio figlio è ricoverato in Rianimazione al San Giovanni, ha riportato un trauma cranico, per fortuna i medici dicono che sta migliorando e forse lascerà a breve il reparto - spiega -. Lui non ricorda nulla dell'incidente, ma i suoi amici sì, per questo sono andato da loro». Il ragazzo picchiato contro la Panda e l'altro che ha estratto il coltello, sarebbero scappati subito dopo l'incidente e sono irreperibili. Nelle prossime ore altri ragazzi potrebbero essere iscritti nel registro degli indagati per rissa, a partire da Gabriele G., in attesa di un'operazione maxillo-facciale.

LA RIUNIONE
Intanto, il locale da ballo rischia la chiusura temporanea per motivi di ordine pubblico, i controlli sono in corso. Lunedì 17, la dirigente della Polizia amministrativa della Questura, Angela Cannavale, incontrerà i gestori dei locali romani aderenti al Silb. All'ordine del giorno il rispetto e l'applicazione del protocollo di sicurezza, una sorta di patto di fiducia tra imprenditori delle discoteche e forze dell'ordine. La Questura ribadirà i punti fermi: nei locali ci dovrà essere almeno un referente della sicurezza in collegamento con la polizia; lo staff dovrà sottoporsi a corsi di formazione; telecamere all'interno e all'esterno. Soprattutto dopo l'investimento all'Eur - e quello di gennaio fuori dal Qube - «laddove possibile», ci dovranno essere accorgimenti nelle aree parcheggio «anche con l'installazione di barriere anti-pirata della strada». Dal canto loro, i gestori chiedono un comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica con il nuovo prefetto in cui anche loro siano ascoltati: «La movida violenta - dice Antonio Flamini, del Silb - riguarda soprattutto strade e piazze aperte. Inoltre c'è un abusivismo dilagante, non è chiudendo le discoteche che si risolve il problema».
 

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