Affluenza a Roma a singhiozzo: fuga dal voto a Torbella, ma è boom al Flaminio

Roma alle 23 è al 36,8<SC1001,37>, meno della media nazionale (43,7<SC1001,37>) e in calo rispetto al 2016. Urne disertate soprattutto in periferia e ad Ostia. Meglio nei quartieri centrali

Roma, affluenza alle comunali: la classifica dei municipi dove si sta votando di più
di Fabio Rossi e Raffaella Troili
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Domenica 3 Ottobre 2021, 17:12 - Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre, 15:25

Roma si fa desiderare. Nun se fida, ciondola scocciata verso il seggio. Del resto intorno ci sono un ponte andato a fuoco nella notte, cassonetti fuori controllo, il senso di abbandono che rinfocola il naturale sarcasmo della popolazione. E così l’affluenza avanza a singhiozzo, con due velocità diverse tra le aree centrali e l’estrema periferia. Il numero di votanti alle 23 di ieri, il 36,82 per cento è in netto calo rispetto alle Comunali del 2016 (quando però si votava in un solo giorno) ma è anche inferiore al dato nazionale di ieri, che si attesta sopra il 43 per cento. Il Municipio dove si è votato di più è il II (Flaminio-Parioli-Salario-Trieste-San Lorenzo), con il 42,98 per cento, mentre la maggiore disaffezione alle urne si sta registrando al VI (Torri), con il 31,68 per cento. In generale, la percentuale dei votanti tendenzialmente cala man mano che ci si allontana dalle Mura Aureliane: oggi si capirà se si tratta di un segnale preciso sulle tendenze di voto dei romani.

La giornata

I candidati, in attesa dello spoglio di oggi, hanno tentato di passare una domenica relativamente tranquilla, per scaricare la tensione accumulata nella lunga campagna elettorale. Virginia Raggi ha votato nel suo seggio di Ottavia, dove il marito fa il rappresentante di lista, Roberto Gualtieri a Monteverde, prima di guardare Roma-Empoli. Sezione diversa ma stesso quartiere per Enrico Michetti, mentre Carlo Calenda si è presentato alle urne in via del Lavatore, nei pressi della Fontana di Trevi, accompagnato dalla moglie Violante.

Il tour

A creare difficoltà agli elettori ci si sono messi anche un lenzuolo blu, non una scheda (e qualcuno pensava fosse uno solo), sostituti di scrutatori reclutati all’ultimo che ne sanno meno di chi hanno davanti, mille dubbi per non sbagliare. Perché stavolta non si può sbagliare. Si vota l’amico, ecco, mai come questa volta il quartiere è protagonista. Si vota oggi, dopo 20 anni o mai più. Gli antenati offrono l’ultima chance. Istituto comprensivo via Latina: i presidenti parlano di tanti dubbi su come votare: «Ma il voto disgiunto si può fare?» scappa a una con le mani nei capelli. Ci sono persone che non si aspettavano due schede, nessuno sapeva che deve votare per forza un uomo e una donna. Alle 10,30 hanno votato un centinaio di persone, quando escono si dicono «non è stato facile». Però il seggio è affollato a rischio assembramento.

L'aiuto

Un po’ ovunque presidenti e scrutatori fanno esempi su pezzi di carta per far capire come votare alle persone, chiedono tutti, non sono anziani, la gente non ci capisce niente. Gli anziani all’istituto Cagliero sulla Tuscolana parlano di ultima spiaggia «tanto non cambia niente, voto chi mi ha chiesto il voto, domani nemmeno si ricorderà di me». Alla multietnica Pisacane di Tor Pignattara il deserto, vota la mamma di una candidata, vota un giapponese di Roma, l’amico anche lui. Qui alle 14 nei seggi hanno votato una settantina di persone mediamente. Tor Bella Monaca, anno zero: i seggi sono deserti, i presidenti alle 15 parlano di affluenza intorno al 5 per cento. Nell’istituto comprensivo di via dell’Archeologia, in quello a fianco Melissa Bassi non si fanno troppe illusioni. «Qui non gli frega niente a nessuno di andare a votare». Tutt’intorno la desolazione di un quartiere che poteva solo migliorare e invece è stantìo nella sua desolazione di giovani vedette e scimmiette che non vedono. Fuori dal coro Federico Cascio, 31 anni, scrutatore nel giorno del suo compleanno reclutato in extremis dal presidente Roberto Galliani. È il suo compleanno e lo festeggia qui, così si farà un regalo. A Tor Bella non si vota. Gina De Palma 62 anni, l’ultima volta ha votato la Lega, contava sui 5 stelle spiega: «Gli abbiamo dato fiducia, stavolta non voterò. Ma chi li conosce?».

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