Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Roma, droga a domicilio, l'sms promozionale: «Fermi causa Covid, da domani torniamo al top»

Roma, droga a domicilio, l'sms promozionale: «Fermi causa Covid, da domani torniamo al top»
di Michela Allegri
3 Minuti di Lettura
Giovedì 18 Giugno 2020, 09:44 - Ultimo aggiornamento: 09:48

Il call center della droga, con quartier generale a San Basilio, era organizzato nei dettagli: linguaggio criptico per gli ordini al telefono e un esercito di pony express ingaggiati per effettuare fino a 80 consegne al giorno. Ma la crisi provocata dall'emergenza Coronavirus aveva colpito anche i pusher. Così, per non perdere clienti, il gruppo capeggiato dai fratelli Manolo e Samuel Billocci e da Paolo Pirino – già detenuto e sotto processo per l'omicidio di Luca Sacchi -, aveva inviato un messaggio promozionale ai clienti per pubblicizzare la ripresa delle attività: «Ciao bello\a sono lele di san basilio siamo stati fermi x un po a causa del covid19 comunque da domani alle 14 fino alle 2 di notte risaremo attivi con amichetti a 30 e (mani o tmax a 230) disponibili a raggiungerti dove sei siamo tornati al top top chiamami un abbraccio lele».

Roma, droga consegnata a domicilio: il "call center" della cocaina gestito da Pirino, il killer di Sacchi
 

 


L’organizzazione era in grado di soddisfare, senza soluzione di continuità, dalle 30 alle 50 cessioni quotidiane nei giorni feriali, per arrivare anche a 80 nei giorni festivi e prefestivi. Nonostante il gruppo trattasse la vendita di piccole quantità di cocaina – nel gergo criptico “un amico” indicava una dose e “una mano” indicava l'acquisto di 5 grammi – il guadagno medio era di circa 15mila euro a settimana. Per minimizzare i rischi, il “corriere” portava con sé una o poche dosi da recapitare e tornava a rifornirsi per le successive consegne. Il sistema ideato ha consentito ai 3 giovani finiti in carcere di «ritagliarsi uno spazio operativo di tutto rispetto (atteso il giro di clienti ed il “fatturato” della impresa delinquenziale messa in opera) in un contesto già a fortissima presenza criminale di gruppi agguerriti e con superiore caratura malavitosa come il quartiere romano di San Basilio”, sottolinea il gip.

Nel corso delle indagini, Pirino si è reso protagonista di un tentativo di investimento di due militari delle Fiamme Gialle che gli avevano intimato l’alt per un controllo: alla guida della sua auto, invece di fermarsi, accelerava tentando di travolgere i due Finanzieri prima di dileguarsi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA