Roma, rifiuti: riapre la discarica di Albano Laziale. Raggi ha firmato l'ordinanza

Roma, rifiuti: riapre la discarica di Albano Laziale: Raggi ha firmato l'ordinanza
di Stefania Piras
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Giovedì 15 Luglio 2021, 13:13 - Ultimo aggiornamento: 16:01

È pronta l'ordinanza per la riapertura della discarica ad Albano Laziale che servirà per tamponare l'emergenza rifiuti a Roma. La sindaca Virginia Raggi ha firmato l'ordinanza che formalizza la riapertura. Si tratta di un atto «contingibile e urgente» e quindi necessario secondo l'amministrazione comunale (Raggi è sindaca anche della città metropolitana).

Roma, riapre la discarica di Albano: Raggi firma l'ordinanza

 

 «L'impianto, come disposto dalla Sindaca, potrà accogliere fino ad un massimo di 1.100 tonnellate al giorno di scarti lavorati dagli impianti di trattamento, per un periodo di 180 giorni». È quanto si legge nel comunicato stampa della Città Metropolitana. «Il provvedimento è stato disposto per far fronte, nel breve periodo, alla crisi nella gestione del ciclo dei rifiuti che sta interessando le province del Lazio. L'ordinanza, infatti individua la sussistenza di situazioni di eccezionale ed urgente necessità di tutela della salute pubblica e dell'ambiente al fine di scongiurare il rischio di un'emergenza sanitaria. La riapertura della discarica di Albano era tra le ipotesi al vaglio dei tavoli tecnici convocati presso il Ministero della Transizione Ecologica. 

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Il sindaco di Albano promette battaglia

Il sindaco di Albano Laziale, Massimiliano Borelli, conferma che impugnerà al Tar l'ordinanza firmata dalla sindaca di Roma e della Città Metropolitana per la riapertura della discarica di Albano Laziale. «Virginia si è svegliata a mezzanotte. E a mezzanotte e qualche minuto ci ha fatto protocollare l'ordinanza per riaprire la discarica di Albano - ha spiegato Borelli -. Pensa così di aver fatto i compiti a casa, quelli assegnati dal Ministero, che dovrebbe fare da facilitatore per aiutare a trovare soluzioni sostenibili ai danni causati dalla Raggi a Roma, ed invece prova a fornirgli l'alibi. Faremo anche noi i compiti: studieremo bene l'ordinanza che impugneremo al Tar. Restiamo convinti - ha sottolineato il sindaco - che il metodo usato rimane inaccettabile. Non c'è stato nessun confronto con i territori, ma solo l'arroganza di chi si sente immune, solo perchè è il sindaco della Capitale. E quando non basta, ci si ricorda di avere anche la carta intestata della Città metropolitana. Ieri, la presenza di tanti sindaci, prima dal Prefetto e poi fuori al Campidoglio, tra l'altro non ammessi in Aula Giulio Cesare, è stata la prima forte e unitaria risposta a questo atto ostile. Una pugnalata inferta ai tanti Comuni che, con fatica da anni, hanno lavorato per ridurre l'indifferenziata a frazioni minime, per le quali sarebbe sufficiente anche l'attuale impiantistica presente nella nostra Regione. Invece - ha concluso Borelli - Roma ha gettato 5 anni al vento». 

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