Roma, Davide Nataletti morto in un incidente a 34 anni: la sua moto travolta da un'auto sulla Tuscolana

L’uomo era molto noto all’Appio: «Un allenatore pieno di entusiasmo»

Roma, Davide Nataletti morto in un incidente a 34 anni: la sua moto travolta da un'auto sulla Tuscolana
di Alessia Marani
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Venerdì 13 Maggio 2022, 22:54 - Ultimo aggiornamento: 15 Maggio, 01:54

Il suo fisico forte non ce l’ha fatta. Troppo violento l’impatto con la Ford Focus sulla via Tuscolana, all’incrocio con via Gela. Inutile la corsa in ambulanza all’ospedale San Giovanni: Davide Nataletti, 34 anni appena compiuti, personal trainer, uno tra i “coach” più apprezzati di piazza Re di Roma e dintorni, è morto poco dopo l’arrivo al pronto soccorso. Il drammatico incidente si è verificato giovedì verso le 21.30. Davide dopo la giornata trascorsa in palestra stava rientrando a casa a bordo della sua inseparabile Honda Hornet; viaggiava - stando a una prima ricostruzione degli agenti del VII Gruppo Appio della polizia locale - in direzione fuori Roma, poi improvvisamente l’impatto con la Focus guidata in senso contrario da un 36enne. Quest’ultimo è rimasto praticamente illeso. Ma era sotto choc ed è stato portato comunque all’ospedale Vannini sulla Casilina per essere sottoposto agli accertamenti tossicologici di rito. La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio stradale, se gli esami per la presenza di alcol e droghe nel sangue dovessero rivelarsi positivi, la posizione dell’automobilista potrebbe aggravarsi. Dall’inizio dell’anno sono già oltre trenta gli incidenti mortali nella Capitale.

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L’INCHIESTA
Fatale la carambola. La Hornet è volata sull’asfalto e così Davide. La sua corsa si è arrestata su un palo della segnaletica stradale ai piedi dell’edificio che ospita il liceo Russell. Proprio sull’angolo della facciata è posizionata una telecamera dell’ordine pubblico che potrebbe avere ripreso la scena. I caschi bianchi, ieri, hanno acquisito le immagini girati da questo e altri impianti di videosorveglianza nella zona. Nella notte precedente, le pattuglie avevano lavorato fino alle tre per effettuare i rilievi di rito. 

Ieri mattina, alcuni amici hanno posto dei fiori in corrispondenza del palo. «In memoria di un grande uomo e di un grande coach. Ciao Davide», hanno scritto su un bigliettino bianco lasciato tra petali bianchi e rossi. Qualcuno si è informato per capire se un cartellone pubblicitario di metallo a terra fosse stato abbattuto nello scontro. Ma subito un residente ha spiegato: «No quello lo ha tirato giù un’auto impazzita che il primo maggio si è schiantata a tutta velocità sul marciapiede. Quest’incrocio è maledetto». Ad agosto dello scorso anno una Hummer con quattro persone a bordo completamente ubriache e drogate era finita sempre addosso a quel marciapiede. «Ormai non ci meravigliamo più di niente - racconta un commerciante - questo semaforo non è sicuro, chi arriva da via Monselice finisce per tagliare la strada a chi gira da via Gela, sarebbe meglio toglierlo per fare piuttosto una rotatoria». Tanti i messaggi di affetto e cordoglio per Davide e per la sua famiglia. Il ragazzo aveva sempre amato lo sport. «Aveva iniziato con la passione per la vela - spiega un’amica - poi qualche anno fa decise di passare di classe e aveva bisogno di prendere peso. Entrò in palestra e scoprì che quello era il suo mondo dedicandosi al crossfit e al functional». Durante la pandemia, con la chiusura degli impianti, sperimentò con successo le lezioni in streaming, ma finì per riunire molti dei suoi allievi anche negli spazi verdi dei grandi parchi della zona, da Villa Lais alla Caffarella. Riccardo lo aveva visto nel pomeriggio: «Giovedì lezione al box di via Tuscolana ore 17. Eravamo in quattro ad attendere che aprisse ed è arrivato puntuale con la sua amata moto. Lezione tosta ma con lui a “vigilare” sempre una sicurezza. Lo conoscevo da poco ma già mi era entrato nel cuore», il suo ricordo.
 

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