«Ha raggirato due anziane», condannato il sacerdote: le signore, sorelle, lo avevano nominato erede

«Ha raggirato due anziane», condannato il sacerdote: le signore, sorelle, lo avevano nominato erede
di Francesca De Martino
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Sabato 10 Luglio 2021, 23:59

Un testamento olografo che lo nominava erede universale. Assegni intestati da migliaia di euro e un’auto a disposizione. Poi un libretto postale cointestato con una delle vittime con 106mila euro sul conto. È quello che don Andrea B., sacerdote missionario del Preziosissimo Sangue, era riuscito a ottenere da due anziane e ricche sorelle, di 72 e 89 anni ad oggi decedute. Il prete, secondo i pm, si sarebbe approfittato delle donne. L’accusa è circonvenzione di incapace. Per questo reato è stato condannato dal giudice Maria Concetta Giannitti a sei anni di reclusione e a 2.400 euro di multa. L’uomo avrebbe indotto una delle signore a farsi nominare primo erede nel testamento. Per gli assegni intestati, i libretti postali e per la documentazione bancaria è stato assolto perché il fatto non sussiste. Poi in sede civile dovrà rendere il risarcimento del danno alla nipote delle vittime, parte civile nel processo.

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L’accusa 

I fatti risalgono al 2013 e al 2014. Il pm Loredana Carrillo aveva chiesto una condanna di tre anni. L’imputato, secondo l’accusa, aveva sempre avuto un comportamento “spregiudicato” giustificato dal fatto che «aveva fatto di tutto per far valere quel testamento di valore nonostante gli fosse stato in un secondo momento sequestrato». «L’imputato sapeva - ha sottolineato il pm Carrillo durante la requisitoria - delle condizioni mentali delle signore. Avevano frequenti vuoti di memoria e lo dimostrano le perizie». La difesa aveva chiesto l’assoluzione perché si sarebbe trattato di un comportamento delle signore dovuto a un forte legame affettivo nei confronti del sacerdote, loro padre spirituale. «Si tratta di una sentenza totalmente infondata. Faremo sicuramente appello», ha commentato l’avvocato Luigi Vincenzo, difensore dell’imputato. La parte civile, rappresentata dall’avvocato Enrico Maria Gallinaro, ha parlato di una sentenza comprensiva: «Il giudice ha sicuramente compreso la gravità dei fatti oggetto del processo - ha dichiarato Gallinaro - determinandosi ad irrogare quindi una condanna indubbiamente pesante».
Si era fatto nominare erede universale in un testamento olografo. Usava la Twingo di una delle signore quando ne aveva bisogno. Conosceva il conto in banca delle sorelle e, per questo, si era fatto intestare un assegno di 100mila euro. E poi ancora era riuscito a farsi cointestare un libretto di risparmio postale con 106mila euro di cui aveva bancomat e pin. Una fiducia che non è riuscito ad avere dalle signore da un momento all’altro.

Missionario 

Don Andrea B. era arrivato a Roma nel 2012 dopo che la sua attività di missionario lo aveva portato in giro per sedi religiose italiane e straniere. Nella congregazione fondata da San Gaspare del Bufalo ricomincia la sua vita da sacerdote di Parrocchia. Ed è proprio tra i banchi di quella chiesa, tra una messa e l’altra, in zona Tuscolano, che conosce le signore. Le due donne non sempre, però, riescono ad andare a seguire le cerimonie religiose fino in chiesa. Le loro condizioni, già all’epoca, non erano delle migliori. E così porta a casa loro la comunione, si rende disponibile per qualsiasi necessità. Si crea un rapporto d’affetto e di stima. Don Andrea diventa il loro padre spirituale. E si accorge del grave stato mentale delle due sorelle. Così, per i pm, approfitta della situazione e le aiuta in tutto, ma poi chiede ad una di loro in prestito la sua Twingo per occuparsi delle questioni della parrocchia. E dopo la macchina, chiede all’altra sorella di farsi firmare un carnet di dieci assegni e poi la cointestazione del libretto postale da 106mila euro. Il 4 marzo del 2014 fa scrivere a una delle donne il testamento olografo in cui si fa nominare erede universale. Nel 2015 per la signora in questione viene nominato un amministratore di sostegno che alla morte della donna, nel 2016, si accorge di questo testamento con la nomina di don Andrea e lo denuncia. 

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