ROMA

Roma, appalti pilotati: 9 dipendenti comunali a giudizio per abuso d'ufficio e truffa in una scuola

Sabato 11 Aprile 2020 di Adelaide Pierucci
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Da più di un anno al XIII Municipio, già bacchettato dal comando provinciale dei vigili del fuoco, sapevano che l’impianto antincendio della scuola primaria Don Milani, a Casalotti, andava rinnovato. Ma nessuno se ne era curato. Poi al momento opportuno l’appalto da 430.500 euro è stato affidato in somma urgenza, ossia senza una gara pubblica, a una ditta entrata in campo così senza rivali. A favorire l’azienda, la Bmt Appalti srl, con un gioco di squadra, secondo la procura, anche quattro funzionari e tecnici del Campidoglio.

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Il processo si aprirà a maggio a carico di 9 imputati, compresi i patron e responsabili della ditta, ma Roma Capitale, parte lesa, nonostante siano passati quasi sei anni dai fatti, non si è costituita parte civile. Nel frattempo si è chiusa la posizione di un decimo indagato, un direttore del cantiere condannato in abbreviato a otto mesi di reclusione per aver redatto un atto di sospensione dei lavori falso.

A rispondere delle accuse di abuso d’ufficio il dirigente tecnico della Uot del Comune di Roma, Luciano Belardi; e due membri della Commissione del Campidoglio della Comissione per la verifica dei provvedimenti di somma urgenza, Paola Cannizzaro e Claudio Ciocca. I tre avrebbero, secondo la ricostruzione del pm Erminio Amelio, «abusato del loro ufficio nell’attestare la sussistenza della somma urgenza non ricorrendone i presupposti di legge e poi nell’affidare con la procedura diretta l’esecuzione dei lavori della scuola per 430.500 euro inserendo l’intervento di adeguamento dell’impianto di illuminazione di emergenza e del gruppo di pressurizzazione dell’impianto antincendio».
 


Nel pacchetto dei lavori da effettuare sono state aggiunte anche opere palesemente non riconducibili all’urgenza vantata, quali la tinteggiatura di alcuni ambienti o l’installazione di un nuovo ascensore, opera quest’ultima non citata nella relazione tecnica valutata dalla Commissione di Roma Capitale. Belardi assieme a un tecnico incaricato dal XIII Municipio, sempre secondo le contestazioni, avrebbe anche attestato falsamente nel certificato di regolare esecuzione dei lavori l’adeguamento dell’impianto di illuminazione, lavori che invece non erano stati realizzati al momento. Manolo Bucci, patron di fatto della società, è accusato anche di truffa. Con una serie di provvedimenti amministrativi e contabili forniti grazie all’aiuto di un funzionario municipale avrebbe indotto in errore gli uffici della Ragioneria generale del Comune incassando una trance di 37.000 euro per lavori, specifica l’accusa, «non eseguiti alla data di richiesta».

Erano stati i vigili del fuoco in un controllo mirato ad accertare le irregolarità dell’edificio scolastico sotto il profilo della sicurezza. E Luciano Belardi in qualità di dirigente tecnico della Uot del Comune, se ne sarebbe dovuto prendere carico a stretto giro. E per questo quasi due anni dopo avrebbe cercato di sfuggire a una contravvenzione amministrativa dichiarando il falso al Comando Provinciale dei vigili del fuoco. Da qui anche l’accusa di falso. «Il processo ancora da incardinare rischia di ritrovarsi a breve sull’orlo della prescrizione», ha commentato l’avvocato Mario Luciano Crea che assiste i funzionari del Campidoglio, Cannizzaro e Ciocca, «sai miei assistiti nessuno abuso». 

Ultimo aggiornamento: 14:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA