Colli Aniene, paura nel parco. La Asl: «Rischio legionella»

Martedì 25 Giugno 2019 di Laura Bogliolo​

Adesso a Roma c’è anche il rischio di una epidemia di legionella. A certificarlo la Asl Rm2 in una lettera inviata al Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana del Campidoglio e al direttore del Municipio IV. Siamo a Colli Aniene, nel parco di piazza Camillo Loriedo, di proprietà del Comune, chiuso, illegalmente, da due anni, e un tempo punto di aggregazione del quartiere. Mentre da aprile la sindaca Virginia Raggi ha chiesto ai romani di accollarsi le spese per la disinfestazione al fine di combattere zanzare tigri e insetti, ad oggi il Campidoglio non ha effettuato nessun intervento in un’area di sua competenza.

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LA BATTAGLIA
La battaglia dei residenti inizia nel 2017, quando il punto ristoro viene sequestrato. Nella pratica viene vietato l’accesso a tutta l’area verde, diecimila mila metri quadrati, «nonostante l’unica zona posta sotto sequestro sia quella del bar» dice Gabriella Masella, presidente del comitato Colli Aniene Bene Comune. Passano i mesi e gli anni, l’area verde si trasforma in una selva e la fontana diventa una pozza putrida di pericolosissima acqua stagnante. È lì, secondo la Asl, che potrebbe annidarsi la legionella. Lo scorso inverno due alberi crollano e distruggono alcune auto. Il comitato di quartiere fa un accesso agli atti e scopre che il parco doveva restare aperto.

IL SEQUESTRO
Nel documento del Gruppo IV dei vigili, si legge che «i provvedimenti di sequestro di cui agli atti DD 1046/2016 e DD 1099/2016 riguardano esclusivamente i locali in cui si svolge l’attività commerciale». Il comitato continua a chiedere al Campidoglio perché non apra il parco, ma soprattutto perché non proceda alla messa in sicurezza del verde e delle vasche delle fontane, quelle che spaventano di più. Proprio da qui nasce il rischio di legionella certificato dalla Asl Rm 2 che il 13 marzo ha chiesto al Campidoglio una bonifica urgente. Il direttore Servizio Igiene e Sanità Pubblica, Fabrizio Magrelli, scrive nella lettera di diffida (n. protocollo 0045930/2019): «I ristagni di acqua e la mancanza di manutenzione costituiscono un pericolo per la salute pubblica e potenziale sviluppo di agenti infestanti patogeni causa di arbovirosi. Le stesse fontane peraltro possono diventare serbatoi per la legionella, con possibile diffusione aerea e sviluppo di importanti, quanto letali, patologie polmonari nelle fasce di popolazione fragile». La Asl ha chiesto, «un intervento volto al ripristino dell’area ed alla sua costante manutenzione al fine di garantirne la fruibilità tutelando al contempo la salute pubblica». Nulla è stato fatto e il Comitato l’altro giorno ha presentato un esposto al comando dei Carabinieri per la Tutela Ambientale dove si parla di violazione di «norme igienico-sanitarie ed ambientali». Si ricorda che «l’area circostante è abitata da famiglie con bambini ed anziani, le cui ridotte difese immunitarie li rendono maggiormente esposti e facile bersaglio di infezioni e contaminazioni correlate ai rischi di infestazioni del verde e dell’acqua stagnante».

L’INDAGINE
A seguito dell’esposto del comitato Colli Aniene Bene Comune, i carabinieri si sono subito attivati e hanno chiesto al comando della Polizia Locale di Roma Capitale chiarimenti sulla chiusura prolungata del Parco Loriedo e sulla mancata bonifica da parte del Comune sia dell’area verde che della vasca che contiene acqua stagnante considerata un pericolo per la cittadinanza. «Siamo molto preoccupati - dice Masella - non capiamo i motivi di questi ritardi, non solo il parco doveva restare aperto e quindi essere sottoposto alla manutenzione ordinaria, ma quella fontana doveva essere posta in sicurezza. La Asl nella lettera parla chiaro, i pericoli sono enormi e da marzo, ossia da quando la Asl ha chiesto al Comune di bonificare, non è stato fatto nulla». 

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