Roma, conosce in chat un 16enne e ne abusa: professore universitario sotto inchiesta

Roma, conosce in chat un 16enne e ne abusa: professore universitario sotto inchiesta
di Adelaide Pierucci
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Domenica 14 Marzo 2021, 10:26

La barbetta appena accennata, l'ombretto e il rossetto alla Freddie Mercury. L'orgoglio e l'incertezza di sentirsi gay. È con questo spirito che, nel dicembre del 2017, un liceale di 16 anni romano ha accettato di incontrare un uomo di 58 anni conosciuto in una chat. Un aperitivo a casa di lui e poi una intimità pretesa contro la sua volontà. L'uomo della chat, emergerà poi, è un professore universitario, un docente ordinario dell'Università di Tor Vergata, che ora rischia di finire a processo con l'accusa di violenza sessuale. Con lui rischiano il rinvio a giudizio, chiesto dalla procura, altri quattro indagati, l'uno sconosciuto all'altro.

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Un colonnello dello Stato Maggiore della Difesa, un altro docente universitario (un associato sempre dell'Università Roma Tre), un dentista, un altro libero professionista. Quattro uomini che, tra il 2016 e il 2017, avevano provato a intrattenere rapporti con l'adolescente via chat o di persona, in un paio di casi quando era ancora quindicenne. Secondo le singole posizioni dovranno rispondere di pedopornografia, atti sessuali con minore, e adescamento di minore. A scoprire cosa stava accadendo sono stati i genitori del liceale. Il sedicenne non aveva segreti con loro. E giorni dopo l'incontro con il docente ha raccontato di aver subito una violenza. «Non era quello che volevo, mi ha costretto». Il giovane, anche se combattuto da problemi psicologici poi diagnosticati, all'epoca aveva il suo slogan: «Basta etichette». Non rinuncia ai jeans, ma spesso si trucca. Come tutti i coetanei è attratto dall'esplorazione del sesso. E curiosa sui siti web per omosessuali dove, però, uomini molto più maturi cercano di approfittare della sua ingenuità.

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IL CONTATTO
Il primo contatto con il docente universitario invece avviene su una chat di incontri per eterosessuali e maggiorenni. Qualche messaggio e poi l'appuntamento finito male. Il pm Pantaleo Polifemo, titolare dell'indagine, prima di calibrare l'imputazione per il professore ha sentito il ragazzo con l'aiuto di uno psicologo. Ed è convinto che lo studente abbia raccontato la verità, ossia che ha subìto un abuso. L'imputato, invece, difeso dall'avvocato Massimo Lauro, sin quando ha saputo dell'indagine ha subito respinto ogni accusa. «Mai usato violenza e mai su un minore». Controllando lo smartphone della vittima, gli investigatori hanno individuato altri contatti del minorenne e, dopo le identificazioni, sono scattati i sequestri dei telefonini di alcune persone annotate in rubrica.

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GLI ALTRI IMPUTATI
In quattro casi hanno trovato riscontri: in un caso sono state recuperate le chat con il minore, in un altro, alcuni scatti. Una chat dell'inizio del 2017 dell'altro professore universitario indagato colpisce gli investigatori: l'uomo promette allo studente 20 euro. Messaggi che costeranno all'indagato l'accusa di tentati atti sessuali con un minorenne in cambio di denaro. Situazione analoga contestata al colonnello. Un terzo indagato è accusato di detenzione di materiale pedopornografico. Nella lista anche un dentista, incolpato di adescamento. Per i difensori degli imputati, tra cui Giorgio Carta e Carlo Arnulfo, tutto sarà chiarito.

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