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Roma, via i cestini della Raggi: le “urne” solo nei cimiteri. E tornano quelli in ghisa

Furono dislocati in Centro nel dicembre del 2020 tra le polemiche sulla forma. Adesso il Comune accoglie le richieste del I Municipio

Roma, via i cestini della Raggi: le urne solo nei cimiteri. E tornano quelli in ghisa
di Francesco Pacifico
4 Minuti di Lettura
Martedì 1 Marzo 2022, 22:31 - Ultimo aggiornamento: 3 Marzo, 10:38

Visto che sembrano urne funerarie, perché non portarli tutti nei cimiteri romani? Dopo la sortita della presidente del I Municipio, Lorenza Bonaccorsi - «Toglieteli dal Centro!» - Ama ha il problema di ricollocare oltre trecento cestini per i rifiuti. Quelli, per l’appunto a forma di urna cineraria che l’ex giunta Raggi pose nelle vie dello shopping, davanti a monumenti come il Pantheon o nei pressi della scalinata di piazza di Spagna, dopo una lunga discussione con la Sovrintendenza. La minisindaca ha deciso di tornare ai vecchi cestelli in ghisa, in attesa che la municipalizzata studi un modello più consono alle bellezze della Capitale. E per facilitare la cosa, ha anche chiesto all’assessore ai Rifiuti, Sabrina Alfonsi, di scrivere alla Prefettura per avere il via libera. In passato Palazzo Valentini li bocciò per motivi di sicurezza: perché costruiti in lega pesante, potevano deflagrare in mille pezzi se qualche folle avesse deciso di metterci un ordigno. Ma la bomba, adesso, rischia di scoppiare nelle mani dei vertici di Ama, che potrebbe incorrere nelle ire della Corte dei Conti.

Anfora

I famosi cestini, che i precedenti vertici di Ama definirono «a forma di anfora», sono stati acquistati alla fine del 2020 con un bando di gara del valore di un milione di euro. Ne devono essere consegnati seicento. Di conseguenza, siccome sono stati pagati con soldi pubblici, non possono essere rottamati, perché scatterebbe il danno erariale. Da qui la necessità di trovare un’altra collocazione. Così qualcuno in Ama, vedendone le fattezze, ha pensato bene di installarli negli 11 cimiteri romani. Mentre in Comune si guarda alle periferie, le stesse zone dove spesso mancano in strada anche i cassonetti per i sacchetti dell’immondizia. Intanto i primi trasferimenti sono attesi a breve: s’inizia con quelli a San Pietro. 

Sempre sul fronte dei rifiuti, in Campidoglio c’è però una questione che preoccupa di più la giunta Gualtieri: la tenuta dalla maggioranza sui futuri impianti di trattamento, soprattutto la realizzazione dei due biodigestori anaerobici a Cesano e a Casal Selce, da finanziare anche con i fondi del Pnrr. Il sindaco ha detto ai suoi che vanno fatti: se fossero attivi ora, ha spiegato, l’amministrazione potrebbe risparmiare una ventina di milioni nelle forniture di gas, ora che il metano è alle stelle. Ma nelle scorse settimane alcuni consiglieri comunali del Pd fecero una serie di comunicati per chiedere di «non penalizzare i territori» dove sono già presenti dei siti, che spinsero i vertici regionali del partito a chiedere loro di fare un passo indietro. Al XIII Municipio, poi, molti dei Dem hanno votato una mozione presentata da FdI contro questi siti. Ma adesso lo stesso scontro è forte anche in Regione. Dove chiedono da anni a Roma di rendersi autosufficiente sul ciclo dei rifiuti.

 

L’altro ieri, durante la commissione Trasparenza della Pisana, è stata letta dalla presidente Chiara Colosimo (FdI) una comunicazione di Vito Consoli, direttore regionale Ambiente, che sta facendo la gioia dei comitati civici: «Con riferimento all’invito a partecipare all’audizione avente per oggetto “Analisi dell’iter autorizzativo per l’installazione di un impianto di biodigestione nel quartiere di Casal Selce e Castel di Guido, si comunica che non esiste alcun iter autorizzativo in corso su quanto in oggetto». Sempre in Regione, ma la scorsa settimana, si è avuta una riunione molto tesa della maggioranza con l’assessore ai Rifiuti, Massimiliano Valeriani, per discutere degli impianti del Lazio. Il vertice è stato aggiornato, ma i consiglieri dell’area dei Castelli (dove c’è la discarica di Albano) e dell’area nord della Città Metropolitana non hanno fatto sconti. Commenta Colosimo: «Appare palese che sui rifiuti le amministrazioni comunali e regionali, al di là dei proclami, non abbiano una strategia e che all’interno del Pd ci sia un’evidente spaccatura. Tutto ciò provoca ulteriori ritardi. E a pagarne le conseguenze sono i cittadini».

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