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Ztl Roma, stretta dal 2023: accesso solo per furgoni elettrici, ibridi ed Euro 6

Ztl, dopo le restrizioni alle auto il Campidoglio cambia le regole anche per i mezzi commerciali. Parcheggi di scambio al Galoppatoio

Roma Centro, stretta dal 2023: accesso solo per furgoni elettrici, ibridi ed Euro 6
di Francesco Pacifico
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 29 Giugno 2022, 22:37 - Ultimo aggiornamento: 30 Giugno, 11:03

Il sogno dell’assessore ai Trasporti, Eugenio Patanè, è vedere in Centro le merci consegnate soltanto da droni, cargo bike e vetture elettriche. Stop, quindi, ai vecchi e inquinanti furgoni. Progetto ambizioso, quanto futuribile, anche perché a Roma quasi la metà dei veicoli commerciali viene alimentato con motorizzazioni obsolete, in moltissimi casi Euro3, quindi immatricolati nel 2001. Ma per il settore una prima stretta - dopo quella annunciata per le auto nella fascia verde già da novembre - dovrebbe arrivare già dal 2023: dall’anno prossimo potranno entrare in Centro storico per il carico e scarico soltanto camion e furgoncini Euro6, elettrici e ibridi.

Il progetto

La novità è al centro del piano delle merci e della logistica, che a breve l’assessore ai Trasporti presenterà a tutte le categorie e che ha annunciato la scorsa settimana all’Auditorium, durante gli Stati generali della mobilità. Nella stessa occasione aveva comunicato che da novembre sarebbe stato di fatto vietato l’accesso ai veicoli Euro3 in tutta la fascia verde, mentre dalla fine del 2024 si pagherà un ticket per entrare nelle aree più centrali della Capitale. Con il doppio obiettivo di ridurre il traffico e l’inquinamento.
La stessa filosofia è alla base anche delle nuove regole per il trasporto merci, che il Comune vuole applicare gradualmente e coinvolgendo gli operatori. Ma la stretta ci sarà. La logica alla base del piano è di concentrare le operazioni di carico e scarico nelle aree periferiche - comprese quelle fuori dalla fascia verde e dove sono presenti più mercati e punti della grande distribuzione - la mattina prima dell’apertura delle scuole e nelle ore serali. In Centro - dove sono maggiori bar, ristoranti e negozi di prossimità - saranno mantenute, se non con piccoli allentamenti, le attuali fasce d’ingresso, che vedono il divieto dalle 17.30 alle 20 per gli autocarri sopra i 35 quintali Euro4, Euro5 e Euro6 e dalle 7 alle 20 per i camion sopra questa taglia, compresi gli ibridi e i Gpl. È probabile che in una seconda fase del programma sarà impedito l’ingresso ai mezzi sopra i 35 quintali, favorendo maggiore mobilità ai veicoli di minore stazza.

Proprio per evitare l’accesso dei furgoncini in Centro, il Comune sta pensando di istituire nei pressi delle aree della Ztl una serie di parcheggi di scambio, o meglio, di trasbordo: qui le merci vengono trasferite dai bilici delle vetture più grosse per essere riposte sui cestelli delle cargo bike o nei cassoni dei camioncini elettrici. Questi spazi saranno creati a villa Borghese, dove oggi c’è il parking del Galoppatoio, a Largo Micara nei pressi del Vaticano, o nello spiazzo di piazza Maresciallo Giardino non lontano dal Foro Italico e da Prati. 
Nel 2020, stando all’ultimo report dell’Agenzia capitolina per la mobilità, chiedevano l’autorizzazione per l’ingresso in Centro quasi duemila trasportatori. Questo è l’ultimo numero ufficiale, ma è poco credibile, anche perché in quell’anno, con l’avvio del Covid, molti negozi restarono chiusi, mentre bar e ristoranti avevano lavorato per alcuni mesi con le consegne a domicilio e l’asporto. Secondo alcuni osservatori, i camion e i furgoni che ogni giorno raggiungono il Centro storico e le aree più prossime sono anche ventimila. Come detto, la maggior parte ancora a diesel e a benzina, con i guidatori che si mostrano incuranti del costo della multa: finiscono, poi, per recuperare l’entità della sanzione aumentando il prezzo delle consegne. 
Anche per questo, parallelamente il Comune, ha avviato anche un monitoraggio sulle piazzole di carico e scarico autorizzate in città: sono 1.618 piazzole di sosta, concentrate perlopiù nei due municipi più centrali, cioè il I e il II. L’obiettivo è capire se, viste le tante chiusure nel terziario, sono ancora collocate nei punti giusti o vanno spostate.

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