ROMA

Roma, Centocelle senza pace, negozi sotto attacco: torna l'ipotesi racket

Martedì 19 Novembre 2019 di Camilla Mozzetti

Centocelle torna nel mirino. E alla vigilia del piano varato dalla Questura e presentato venerdì scorso dal ministro dell'Interno Luciana Lamorgese per intensificare i controlli nelle zone calde del quadrante sud-est della Capitale, vengono messi a segno quattro tentati furti di cui uno andato poi in porto. Il contesto è sempre lo stesso: il quartiere in periferia dove nei primi giorni di novembre due locali la Pecora elettrica e il Baraka bistrot sono stati dati alle fiamme.
Sui roghi indaga ora la Procura di Roma che, per il momento, ha aperto un fascicolo per incendio doloso ma due notti fa, intorno all'una di domenica, a poche ore dalla visita a sorpresa del presidente del Consiglio Giuseppe Conte a uno dei ristoranti di zona, per le strade di Centocelle altre attività commerciali sono state prese di mira. «È una piccola strategia della tensione», ha commentato Danilo Ruggeri, proprietario della libreria Pecora elettrica. Non è escluso che gli ultimi episodi ne siano la dimostrazione.
Al momento resta oscuro il movente: che ci sia l'ombra del racket o il tentativo di controllare un'area di Roma da parte di bande criminali non è stato accertato ma le indagini vanno avanti perché non è possibile escluderlo. Anche gli investigatori stanno lavorando per capire se esista un filo rosso che accomuni tutti gli episodi: non è solo la tempistica a insospettire ma soprattutto la zona dove sono avvenuti prima i roghi e ora i tentati furti: una parte della Capitale che prova ad affrancarsi da anni di degrado e a risalire la china con l'apertura di bar, bistrot, ristoranti oltre ad attività commerciali.

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LA DINAMICA
Due notti fa in via dei Ciclamini a pochi metri dal Baraka bistrot un altro pub, aperto solo da quindici giorni che ancora deve cambiare il nome da Spunky a Bis-tur, è stato forzato. Nessun incendio in questo caso ma il tentativo di rompere la serranda per entrare nel locale con l'intento forse di rubare. I malviventi, verosimilmente tre, hanno provato ad alzare la saracinesca della birreria ma non ci sono riusciti. Non ne sono stati capaci, hanno desistito perché disturbati dal passaggio di qualche pattuglia dei carabinieri o il furto era una copertura perché volevano mandare un messaggio magari su input di qualcuno? Sulla stessa strada, due civici più in giù è stato colpito un barber shop. Analoga dinamica: saracinesca forzata, ma non aperta, con i presunti ladri costretti alla fuga perché il proprietario, che in quel momento si trovava nel locale, sentendo dei rumori ha urlato costringendoli a scappare. Non lontano a meno di 300 metri a essere colpito è stato poi il bar-tabacchi Profumo di caffè in largo Girolamo Cocconi inaugurato soltanto lo scorso Natale. Neanche in questo caso i malviventi sono riusciti a entrare ma non perché sia scattato l'allarme. Hanno prima divelto le videocamere di sorveglianza, che la proprietaria aveva installato nuovamente dopo un furto subito a metà ottobre, forzando poi la saracinesca senza riuscire, apparentemente, ad entrare.
L'unico colpo messo a segno è stato quello ai danni di un negozio di parrucchieri gestito da una coppia di cinesi in via Filippo Parlatore, altro angolo di Centocelle, dove è stato rubato il fondo cassa: non più di 40 euro. «Non mi sento sicuro commenta il proprietario del pub in via dei Ciclamini, Sasha Spagnoli, 32 anni Ho aperto da soli 15 giorni. A sentire i residenti, qui a Centocelle trent'anni fa c'era il coprifuoco. Poi le cose sono cambiate, hanno iniziato ad aprire i locali e il quartiere sembrava destinato a diventare un nuovo punto di aggregazione; per questo l'ho scelto per l a mia attività ma sono successe cose strane». Da lui nessuno finora è andato a esigere il pizzo: «Nessuna richiesta» dice.

I TRE ALBANESI
L'ordine degli episodi non è stato ancora stabilito. A indagare su quanto accaduto domenica notte è il nucleo Radiomobile dei carabinieri e la compagnia Casilino. I militari due notti fa hanno fermato una Fiat Punto intestata a un italiano con precedenti che è risultato essere proprietario di molti altri veicoli a bordo della quale viaggiavano tre uomini albanesi nati tra il 1994 e il 1997. Due di loro sono incensurati, il terzo ha precedenti per reati contro il patrimonio.
Sorpresi proprio in via dei Ciclamini sono stati trovati con martelli, piedi di porco, arnesi vari per lo scasso e per questo sono stati denunciati. Ma al momento non sono stati accusati dei tentati furti e di quello messo a segno. Mancano gli elementi per ricondurre loro la responsabilità di quanto accaduto. Sono state acquisite le immagini di alcune videocamere di zona per provare a trovare dei legami. Potrebbero essere stati loro ma non è detto. Le indagini vanno avanti.

Ultimo aggiornamento: 20 Novembre, 08:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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