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Carta d'identità elettronica, open day a Roma: caos e lunghe file sotto la pioggia

Roma, open day per la carta d'identità elettronica: caos e lunghe file sotto la pioggia
di Fabio Rossi
4 Minuti di Lettura
Sabato 2 Aprile 2022, 20:34 - Ultimo aggiornamento: 22:51

Alla fine della giornata le carte d’identità emesse, secondo il Campidoglio, sono state circa 1.300. Ma l’open day dei nuovi documenti elettronici - organizzato nei municipi I, III, IV, VI, VIII, XI e XIII - si è risolto in lunghe file (anche sotto la pioggia battente) con centinaia di persone in attesa, sportelli chiusi in anticipo, discussioni e qualche lite. D’altronde, il problema del rilascio dei nuovi documenti elettronici, a Roma, era diventato davvero critico: fino a dover aspettare, alla fine dello scorso anno, anche di 5-6 mesi per ottenere un appuntamento. Ora i tempi d’attesa si sono dimezzati - da sei a tre mesi in media, nei vari Municipi - ma sono ancora molto lunghi. «Questo grande afflusso dimostra che siamo sulla strada giusta - commenta il sindaco Roberto Gualtieri - Ottenere il documento quasi in tempo reale è quello che vogliono i cittadini. Prima di presentarsi agli uffici anagrafici municipali è necessario, dal 2019, prenotarsi sull’agenda online del ministero dell’Interno. E così, ieri, il Comune ha deciso di mettere in campo una giornata straordinaria per richiedere la carta d’identità senza appuntamento: con tre chioschi nel centro storico - a piazza Santa Maria Maggiore, piazza Sonnino e piazza delle Cinque Lune - e gli uffici dei Municipi, fino alle 16,30.


I PROBLEMI <QA0>
Ma, pur partita con le migliori intenzioni, l’iniziativa si è scontrata contro i limiti strutturali dell’organizzazione, insufficiente per reggere l’urto con la massa di romani desiderosi di risolvere una pratica che per molte persone significa mesi di attesa (e forti disagi) in attesi di poter ottenere l’ambito documento. Tante le situazioni di difficoltà rilevate ieri, e segnalate anche dai lettori del Messaggero. Come nel caso della sede III Municipio di via Umberto Fracchia, a Talenti, dove alle 13 i cittadini si sono trovati di fronte i cancelli chiusi, «con un preposto del comune che prendeva i nominativi con il recapito telefonico di tutti quelli che arrivavano per una probabile chiamata tra 3-5 settimane», racconta Paola. Cento metri di fila, invece, al chiosco a Santa Maria Maggiore. «A certo punto un vigilante, dopo una attesa di due ore, ha invitato le persone presenti non in possesso del numero a rinunciare - dice un residente del quartiere Appio, andato in centro per chiedere la carta d’identità - Una funzionaria alla fine ci dice che il gazebo sarà aperto anche il giorno dopo (oggi, ndr) dalle 8 alle 12, ma limitatamente a 24 numeri». Al VI Municipio oltre un centinaio di persone sono rimaste bloccate fuori dagli uffici di via Duilio Cambellotti, a Tor Bella Monaca, informati da un dipendente che i terminali erano «fuori uso».


LE REAZIONI <QA0>
Andrea Catarci, assessore capitolino al decentramento, vede comunque il bicchiere mezzo pieno nella giornata di ieri: «Fin dalle prime ore c’è stato un massiccio afflusso di persone - dice Catarci - Gli open day proseguiranno nelle prossime settimane sia nei Municipi impegnati oggi che in altri». Ma dalla lista Calenda di parta di «flop clamoroso», puntando il dito contro «file senza gestione, numeretti dati in ritardo, persone anziane lasciate in piedi per ore, forze dell’ordine chiamate ad intervenire in alcuni quartieri», sottolineano i consiglieri Flavia De Gregorio, Dario Nanni e Francesco Carpano. Insomma, «un’iniziativa di per sé lodevole si è trasformata in una giornata che i romani cercheranno in fretta di dimenticare», sostengono Federico Rocca e Rachele Mussolini, di Fratelli d’Italia.

 

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