Roma, cadavere carbonizzato a Fidene: arrestato un latitante ricercato per duplice omicidio

Roma, cadavere carbonizzato a Fidene: arrestato un latitante ricercato per duplice omicidio
di Marco De Risi
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Sabato 28 Dicembre 2019, 10:17 - Ultimo aggiornamento: 10:18

Un assassino ricercato in tutta Europa fa riaprire il caso della morte di un senza fissa dimora, uno slovacco di 47 anni trovato cadavere completamente carbonizzato sotto un cavalcavia a Nuovo Salario. Sono gli agenti del commissariato Fidene-Serpentara ad avere indagato a fondo. Un’indagine che si è basata su ogni particolare fino a dimostrare che il cittadino slovacco molto probabilmente sarebbe stato ucciso. Non si tratta quindi di un incidente come si era ipotizzato in un primo momento. Sono circa le 21, è già buio, quando su un tratto di via Brodolini viene trovato il corpo martoriato dalle fiamme. Giace all’aperto, ai piedi di una branda carbonizzata come le altre due che sono a fianco. Gli investigatori della polizia si sono resi conto che era assai difficile che il fuoco, in una situazione all’aperto, sotto il viadotto, poteva essere scaturito per un incidente. Poi hanno anche trovato del liquido infiammabile. Il colpo di scena si è avuto quando gli agenti si sono messi a rintracciare i compagni di strada del clochard morto. Così è venuta fuori la figura di un lettone descritto come un tipo strano a tratti aggressivo. 

Cadavere carbonizzato sotto un viadotto a Fidene: la polizia cerca due persone
 
I poliziotti hanno trovato lo straniero che si è spacciato per un cittadino russo incensurato. Gli investigatori hanno voluto vederci chiaro e, tramite le impronte digitali, sono risaliti all’identità del lettone. L’uomo è fuggito dalla sua terra perché ricercato per un orrendo duplice omicidio. È accusato di avere ucciso due persone nel sonno dopo avergli dato fuoco. Un arresto importante quello di Fidene. Il lettone era ricercato da tutta Europa attraverso l’Interpol. Quindi, gli sono state messe le manette ed è stato trasferito in carcere. 
Sono sempre più fievoli i dubbi che l’arrestato sia l’assassino del povero slovacco. Quindi, l’uomo - anche se la cosa è ancora da accertare - potrebbe avere compiuto il terzo omicidio, questa volta alla periferia di Roma, dando fuoco all’amico sbandato. Gli investigatori sono arrivati ad una svolta precisa sul caso. Mancano a loro gli ultimi tasselli per fare scattare l’accusa di omicidio nei confronti dello straniero. Un’indagine che ha impiegato tutti gli agenti del commissariato: dal dirigente, agli uomini della giudiziaria e agli agenti delle Volanti. Determinante per l’inchiesta è stato rintracciare l’uomo accusato di duplice omicidio. Troppe cose sono sembrate non tornare fin dall’inizio. Gli investigatori, analizzando lo scenario della morte, si sono resi conto dell’estrema difficoltà di un incendio accidentale sviluppatosi all’aperto. Poi la posizione del cadavere che non ha compiuto neanche un passo per salvarsi ma è stato trovato ai piedi di una branda senza che abbia accennato ad una reazione nonostante ricoperto dalle fiamme. 

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