ROMA

Bus turistici, 2 varchi su 3 scoperti. Brinchi (Servizi mobilità): «Telecamere contro gli abusivi»

Martedì 29 Ottobre 2019 di Lorenzo de Cicco
Roma, bus turistici: 2 varchi su 3 scoperti. L'amministratore di Roma Servizi per la Mobilità: «Ora telecamere contro gli abusivi»

La stretta sui bus turistici è scattata dieci mesi fa, ma tante zone di Roma si ritrovano ancora invase da questi bestioni di metallo. Soprattutto nell'area semi-centrale, il cosiddetto anello ferroviario.

Stefano Brinchi, presidente e ad della partecipata comunale Roma Servizi per la Mobilità, quanti varchi sono ancora scoperti? E quando arriveranno finalmente le telecamere?
«A oggi nella Ztl Vam, quella dell'Anello ferroviario, rimangono da presidiare con le telecamere 54 accessi, le camere funzionano sui 21 ingressi principali. È ovvio che fino a quando non ci sarà un controllo totale, qualche bus può sfuggirci. Ecco perché tra pochi giorni inizieremo a montare i nuovi impianti».

Tempi?
«Brevi: gli operai inizieranno a lavorare a novembre, qualche strada andrà risistemata. Entro la primavera le videocamere saranno in pre-esercizio. Però mi permetta di dire che già oggi nel Centro storico gli ingressi dei pullman sono crollati: erano 220mila nel periodo gennaio-settembre 2018, nel 2019 sono stati 3.845».

Resta il tema della sosta selvaggia. Come interverrete?
«Dal 4 novembre sarà obbligatorio esporre sul cruscotto dei bus un tagliandino di sosta. Si farà ai parcometri, come capita agli automobilisti per le strisce blu, e per chi non avrà un permesso regolare la colonnina non emetterà il biglietto. Così per i vigili sarà più facile multare gli irregolari, perché vedranno subito chi non ha i requisiti, senza neanche avere un palmare collegato a una banca dati».

Si parla da anni dei semafori intelligenti. A che punto sono i progetti?
«Li abbiamo sperimentati sulla direttrice del tram 8. Nel 2020 li riproporremo su altri 4 assi: la Togliatti, la Prenestina, l'asse Porta Maggiore-Termini e quello Corso Trieste- Val Melaina».

Il suo compenso è diventato un caso: il Cda della partecipata che presiede anche se lei era assente le ha conferito un'indennità straordinaria di 20mila euro per l'interim di responsabile delle strategie. Se ne sta occupando la Corte dei Conti. Le sembra opportuno?
«Non ho nulla da nascondere. La logica che c'è dietro vale per tutte le posizioni apicali della nostra macrostruttura. E guardi, l'abbiamo rimodellata attraverso una società esterna, scelta con una gara pubblica, proprio per garantire indipendenza. Così sono stati individuati i range retributivi e le indennità di posizione delle diverse caselle. Ma se viene meno la responsabilità, viene meno l'indennità».

Ma rinuncerebbe all'aumento per questioni di opportunità, o no?
«Ho scelto il compenso da dipendente e ho rinunciato a quello di presidente e ad. Sono un quadro interno dell'Agenzia, è il mio lavoro. Non vedo motivi per rinunciare. Poi mi faccia aggiungere: dal 2010 al 2017 il costo del CdA è stato in media di 375mila euro l'anno. Ora siamo a 30mila. Poi il progetto di riorganizzazione che abbiamo portato avanti ha accorciato la catena di comando, eliminando posizioni tra impiegati e funzionari. Qualcuno evidentemente è rimasto scontento, ho ricevuto alcune lettere anonime...».

Cioè?
«Abbiamo adottato una procedura di selezione meritocratica, i candidati idonei faranno prove scritte e orali. A giudicare i risultati ci saranno anche membri esterni. Evidentemente a qualcuno la cosa dà fastidio. Ma non arretreremo di un millimetro».

Se Roma Metropolitane va in liquidazione, alcuni lavoratori saranno ricollocati all'Agenzia della Mobilità?
«Credo di sì, lo dice una delibera del 2018 che parlava della cessione di un ramo d'azienda. Ci sono competenze simili, poi spetta al Campidoglio».

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