Roma, cade per una buca e si rompe i denti in via Giolitti. A processo l'impresa: «Lavori fatti male»

Roma, cade per una buca e si rompe i denti in via Giolitti. A processo l'impresa: «Lavori fatti male»
di Francesca De Martino
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Martedì 17 Maggio 2022, 07:43 - Ultimo aggiornamento: 18 Maggio, 09:09

Era in sella al suo scooter a una velocità moderata quando, a via Giolitti, all'Esquilino, all'improvviso aveva perso l'equilibrio per colpa di una piccola buca killer ed era finito sull'asfalto. L'incidente gli era costato una costola rotta, i denti superiori in frantumi, trauma al torace, problemi di cervicale ed escoriazioni. E, in totale, oltre un mese di prognosi. Per questo è finita a processo M.T.Z, 35 anni, la responsabile legale dell'azienda Abruzzo Restauri Srl che, per la Procura, avrebbe dovuto vigilare sulla manutenzione di quel tratto di strada. Il pm Giancarlo Cirielli contesta all'imputata di origini dominicane le lesioni stradali gravi ai danni di un 84enne romano.

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LE CONDIZIONI DELLA STRADA


I fatti sono avvenuti il 30 giugno 2018. Secondo quanto ricostruisce l'accusa, era quasi tardo pomeriggio quando la vittima, all'epoca dei fatti 80enne, stava percorrendo «a velocità moderata» con il suo scooter, modello Honda Forza, via Giolitti. Per una buona parte del percorso sarebbe andato tutto bene. Ma l'uomo, una volta arrivato all'altezza del civico 329, sarebbe rimasto sorpreso dal «manto stradale sconnesso con presenza di brecciolino». Da lì avrebbe perso il controllo del mezzo, scivolando con le ruote sulla ghiaia e inciampando in una buca, fino a cadere per terra. La moto aveva riportato pochi danni.
L'80enne, dopo l'impatto con l'asfalto, era stato poi trasferito d'urgenza al Policlinico Umberto I. La prognosi iniziale era di 25 giorni ma poi, in base a quanto si legge dagli atti, dopo altri accertamenti medici, è aumentata a 40 giorni. La vittima ha riportato una frattura della caviglia destra e dei denti superiori, un trauma al torace, escoriazioni multiple e problemi di cervicale.


L'ACCUSA


Per la Procura l'imputata, in qualità di rappresentante legale dell'azienda responsabile di quel tratto di strada, avrebbe «omesso di vigilare in maniera adeguata» sullo stato di manutenzione e di «effettuare le riparazioni necessarie» perché la via era dissestata e scivolosa per la presenza della ghiaia. Tutto questo avrebbe provocato «le condizioni di insidia stradale» che avrebbero a loro volta contribuito a causare l'incidente in cui era rimasto ferito l'anziano motociclista. Per l'accusa, la società era affidataria dell'appalto vigente «per il luogo ed al momento del fatto per la sorveglianza, il pronto intervento, la manutenzione ordinaria delle sedi stradali, dei marciapiedi e dei manufatti stradali».
Subito dopo il sinistro, gli agenti di polizia di Roma Capitale avevano sentito alcuni testimoni. Chi aveva prestato soccorso alla vittima e aveva assistito a tutta la scena, aveva confermato l'andatura dell'uomo, a bordo dello scooter, a velocità moderata che poi «era caduto perdendo il controllo sul lato destro emerge dal verbale - a causa del manto stradale sconnesso e della presenza di brecciolino». I vigili non avevano trovato tracce di frenata dello scooter sull'asfalto, rilevando un tratto di strada danneggiato in molti punti.
Secondo la difesa, rappresentata dall'avvocato Manuela Cirami, a processo ancora non ci sarebbero gli elementi per dimostrare un'eventuale responsabilità dell'imputata: «Nel dibattimento è emerso che la dinamica dell'incidente non è stata vista da nessuno - ha sottolineato Cirami - perché di fatto i testimoni sentiti in aula non hanno assistito all'intera dinamica dell'incidente». «L'impatto con l'asfalto potrebbe essere stato causato anche da una semplice disattenzione del conducente o un caso fortuito - ha aggiunto il legale - oppure motivi non ancora emersi in fase istruttoria». Nel corso della prossima udienza, che si terrà a novembre prossimo, il giudice monocratico sentirà la persona offesa e l'imputata.

 

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