ROMA

Roma, buche e parchi, giunta bocciata dai romani: pochi lavori in lockdown

Lunedì 15 Giugno 2020 di Fabio Rossi
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Resterà probabilmente la grande occasione sprecata dell’emergenza coronavirus. Nei giorni del lockdown, l’idea era diventata quasi un mantra, dal sapore vagamente consolatorio, da ripetere a ogni occasione utile: visto che ci tocca stare a casa, il traffico è al minimo e i parchi sono chiusi - si diceva - per il Campidoglio sarà almeno l’occasione giusta per accelerare sulla manutenzione cittadina. Insomma, quale occasione migliore per una decisa accelerazione nella guerra alle buche stradali e nella sistemazione del verde pubblico di un momento storico (si spera irripetibile) in cui la maggior parte dei romani era obbligata all’isolamento domiciliare? Una volta iniziata la fase 2, però, la realtà si è presentata in maniera ben differente.

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IL LAVORO
 A fotografare la situazione - e soprattutto il risultato delle prove “sul campo” dei cittadini - è il lavoro svolto dall’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Campidoglio, sulla «percezione dei servizi e della vita a Roma durante l’emergenza sanitaria». Un’indagine condotta in due fasi: la prima, coincidente con il periodo delle chiusure delle attività e delle restrizioni agli spostamenti, è stata svolta tra il 16 e il 23 marzo. Mentre la seconda, riferita alla fase 2 delle riaperture, dal 18 al 23 maggio. Tra luci e ombre, dai dati emerge un dato evidente: la bocciatura senza appello, da parte dei romani, della manutenzione straordinaria della città: solo il 18 per cento degli intervistati ha visto cantieri stradali nella sua zona, appena il 36 per cento è soddisfatto della manutenzione del verde pubblico. Insomma, i cittadini la considerano un’occasione sprecata, dal centro alla periferia.

LE AREE
Restando sulle buche, il municipio in cui i cittadini hanno avuti la percezione più bassa dell’intervento dell’amministrazione comunale è stato il III (Montesacro), dove solo il 10 per cento degli abitanti ha riscontrato cantieri per la manutenzione del fondo stradale nella propria zona. Poco più alto (l’11 per cento) il dato rilevato nei municipi XII (Monteverde), XIV (Monte Mario) e XV (Cassia). Le situazioni meno negative sono state invece verificate al V municipio (Pigneto-Centocelle) con il 30 per cento, al II (Flaminio-Salario-San Lorenzo) con il 28 e al I (centro storico-Prati) con il 27. Quasi la metà dei romani (il 48 per cento) denuncia inoltre un manto stradale danneggiato su cui non sono stati eseguiti interventi di recente. Una percezione negativa che è maggioranza assoluta in tutto il quadrante nord: dal 54 per cento del XII municipio al 56 del III, con punta massima al XV (60 per cento).

IL DECORO
I romani sono particolarmente insoddisfatti anche dalla cura del verde. Un dato di fatto reso ancora meno accettabile dalla lunga chiusura di molte aree pubbliche - in primis ville e parchi - che in questo periodo avrebbero potuto essere sottoposte a manutenzione straordinaria con meno problemi del solito.
Invece soltanto il 16 per cento dei romani, secondo il report dell’Agenzia, ha notato «un miglioramento della manutenzione del verde pubblico nei parchi e lungo strade e piazze» durante il lockdown, a cui si aggiunge un 20 per cento che, pur non riscontrando progressi, ritiene comunque soddisfacente la condizione generale del verde. Il 48 per cento degli interpellati trova che il verde sia sempre trascurato e il 6 per cento che sia invece peggiorato, con restante il 10 per cento del campione che non si esprime. Il risultato peggiore si registra al municipio VIII (Ostiense-Garbatella), dove solo l’8 per cento nota un miglioramento complessivo.

TRASCURATEZZA
«Una sensazione negativa di trascuratezza permanente o di peggioramento interessa in misura importante e trasversale tutti i municipi», si legge nella relazione dell’Authority. Infine alla domanda più generale, se l’amministrazione capitolina abbia approfittato adeguatamente delle chiusure per realizzare interventi sulla città, solo una percentuale minoritaria (il 18 per cento) risponde positivamente. Un dato che sprofonda al 9 per cento nel XV municipio per toccare al massimo il 24 per cento soltanto nei quartieri centrali e semicentrali (I e II municipio). Insomma, la maggioranza dei romani ritiene che il periodo del distanziamento sociale non sia stato utilizzato come si sperava.

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