Roma, attentato al Tuscolano: bomba esplode nel parcheggio del commissariato di polizia

L’ordigno, di fattura rudimentale, era stato lasciato sul davanzale di una finestra

Roma, bomba esplode nel parcheggio del commissariato Tuscolano di via Gallo
di Marco De Risi
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Lunedì 4 Aprile 2022, 22:37 - Ultimo aggiornamento: 6 Aprile, 15:02

Un messaggio inquietante e misterioso. Ieri mattina poco dopo le 12, qualcuno ha deciso che sarebbe dovuto esplodere un ordigno rudimentale davanti al commissariato Tuscolano in via Cestio Gallo. E così è stato. Ad un certo punto si è sentito una forte esplosione che ha fatto partire gli antifurti delle auto e scosso la quiete del quartiere. La gente si è affacciata alle finestre, qualcuno è sceso in strada.

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I SOCCORSI

In un primo momento si è temuto che qualcuno fosse stato ferito dalla bomba, poi l’allarme è rientrato: solo tanta paura ma nessun ferito. Subito sono scattate le indagini da parte della polizia su chi possa essere il misterioso autore dell’attentato. Oppure potrebbe trattarsi anche di più di una persona. A segnalare la gravità della situazione c’è stato l’arrivo della squadra degli Artificieri che si sono subito messi al lavoro. Gli esperti in attentati dinamitardi hanno trovato le tracce di una bomba rudimentale che sarebbe stata ideata solo per fare un gran rumore ma senza chiodi o altri oggetti pericolosi all’interno, oggetti che aumentano gli effetti devastanti dell’ordigno.

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La bomba è stata posizionata all’interno del parcheggio del commissariato e messa sul bordo di una finestra. E’ stata fatta esplodere con una miccia che ha richiesto un accendino per essere accesa. Quindi qualcuno la deve aver lasciata pochi minuti prima che esplodesse, giusto il tempo di incendiare la miccia. I danni sono stati minimi. Un’auto è stata leggermente danneggiata con del fango che ha investito una parte di carrozzeria. Sono scattati tutti i controlli dalle telecamere del commissariato che avrebbero ripreso qualcosa, ma è verosimile che chi ha agito si è coperto con una mascherina e con un cappello.

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Ma chi può essere stato a piazzare l’ordigno davanti al commissariato Tuscolano e perchè l’ha fatto? Qui si entra proprio nel vivo dell’inchiesta che ancora non avrebbe imboccato una via precisa. A piazzare l’ordigno potrebbe essere stato qualche pregiudicato che ha voluto mandare un messaggio proprio all’ufficio di polizia. La pista più plausibile potrebbe essere proprio quella che prende in esame qualche inchiesta scottante condotta dai poliziotti del commissariato Tuscolano. Un commissariato, è bene ricordarlo, che in passato è stata la punta di diamante nel contrasto alla malavita più insidiosa. Quella legata al traffico d’armi ed allo smercio di sostanza stupefacente. Proprio da questi versanti potrebbe essere stato organizzato l’avvertimento.

E’ chiaro che i poliziotti conoscono benissimo le inchieste che stanno conducendo e, quindi, potrebbero capire la matrice dell’ordigno e chi l’ha piazzato e il perché. Non è escluso che il botto potrebbe essere stato provocato da ragazzi che magari si annoiavano. Un gesto banale legato ad una ragazzata. Però, su questo versante, gli investigatori sono scettici: difficile reperire l’ordigno da parte di semplici ragazzi. «Ero in casa - racconta un condomino che vive attaccato al commissariato - ed ad un certo punto ho sentito una forte esplosione. Sono tremati i vetri delle finestre. Mi sono impaurito. Ho pensato ad un’esplosione dovuta ad una fuga di gas. Poi abbiamo visto tutta la polizia e abbiamo capito che si è trattato di un attentato». 

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