Roma, basta violenza: medici in prima fila al cinema

Giovedì 6 Febbraio 2020 di Andrea Nebuloso

«Un film che parla di violenza ma non è violento». Con questo parole il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCEO), Filippo Anelli, ha presentato nell’aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati - trasformata per un pomeriggio in un’insolita sala cinematografica – l’anteprima del docufilm “Notturno”, diretto da Carolina Boco e prodotto dalla Draka, nato con l’encomiabile intento di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza contro i medici e gli operatori sanitari. Il racconto, girato di notte durante una guardia medica, mette insieme proprio le testimonianze di medici che sono stati vittime di aggressione con il commento di alcuni giornalisti, uniti a parti di film di finzione.
«La pellicola, fortemente voluta e promossa dalla nostra associazione – ha spiegato poi il presidente Anelli - ha l’obiettivo di far riflettere tutti sullo stato in cui versa la professione soprattutto in alcuni ambiti come la continuità assistenziale e i pronto soccorso, e vuole stimolare i decisori a invertire la rotta e avviare una riforma soprattutto delle aree più critiche della professione». Parole che sono state accolte da un sentito applauso dai presenti e in particolare da Maria Grazia Cucinotta – in elegante tailleur pantalone bianco in pizzo macramè doppiopetto completato da accessori per un look total white – che compare eccezionalmente nel docufilm recitando all’inizio una parte del giuramento di Ippocrate. «Dobbiamo far in modo – ha detto l’attrice – che questi medici vengano tutelati come loro tutelano la nostra salute». Sullo schermo accanto a lei, anche Isabella Ragno – salutata calorosamente dal pubblico - Massimo Giletti e Gerardo D’Amico, che, con le loro inchieste, hanno tante volte raccontato le aggressioni e analizzato le cause di questa preoccupante escalation che fa luce su una profonda frattura tra la professione medica e la società civile. I veri protagonisti di “Notturno” sono però le voci dei medici che hanno subito direttamente violenza durante un turno di lavoro: il dottor Giovanni Bergantin, medico di Medicina Generale, preso a calci e pugni da un paziente; la dottoressa Ombretta Silecchia, minacciata con una pistola durante l’attività di guardia medica e il dottor Vito Calabrese, marito della dottoressa Paola Labriola, psichiatra, uccisa da un suo paziente.
Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha voluto sottolineare, infine, l’impegno del Governo su questo tema ricordando come una legge ad hoc sia stata già approvata al Senato ed è in discussione alla Camera. Parole accolte positivamente dalla giornalista Livia Azzariti e dalla senatrice Mariapia Garavaglia, anche loro fiduciose, come tutti gli intervenuti, che qualcosa possa finalmente cambiare.

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