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Roma, baraccopoli Verano: lancia un monopattino poi aggredisce gli agenti. Arrestato e subito rilasciato

Roma, baraccopoli Verano: lancia un monopattino poi aggredisce gli agenti. Arrestato e subito rilasciato
di Adelaide Pierucci
3 Minuti di Lettura
Giovedì 3 Settembre 2020, 08:34

Nella piazza dell'abbandono ogni pertugio diventa una casa. Basta un materasso e un pezzo di stoffa per tetto. E poi per vivere ci si arrangia. La convivenza tra sbandati, senzatetto e abitanti, a piazzale del Verano, porta di San Lorenzo, è un equilibrio pronto ad andare in frantumi con uno sguardo. Lorenzo Mancuso, presidente del Comitato cittadini Stazione Tiburtina la definisce «la terra di nessuno». «Una terra - precisa - dove l'abbandono regna sovrano e le aggressioni sono all'ordine del giorno». L'ultimo episodio, martedì sera, quando i destini di un senza fissa dimora e di un ambulante, un venditore di libri di via Cesare de Lollis, si sono incrociati. Marco Z., 37 anni, all'apparenza alticcio e domicilio non dichiarato da anni, scorrazzava col suo monopattino elettrico lungo piazzale del Verano e ha deciso di lanciare il mezzo e allontanarsi a piedi. L'ambulante libraio, per liberare il passaggio, ha spostato il monopattino e per tutta risposta è stato insultato e pestato. Pugni in piena faccia. Grazie all'intervento di una pattuglia della Sicuritalia, in servizio di sorveglianza antifurto, il peggio è stato evitato.

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La scena, però, non si è chiusa col pestaggio. L'uomo con il monopattino elettrico, infatti, nel tentativo di sfuggire all'identificazione, è scappato via e poi ha aggredito con calci, pugni e spintoni sia un vigilantes che due agenti di polizia che lo rincorrevano. Un poliziotto, caduto a terra, ha riportato una frattura a un polso e a un ginocchio. Gli investigatori, a quel punto, hanno deciso di immobilizzarlo con le nuove fasce da velcro fornite in dotazione. Anche perché l'uomo si era scagliato anche contro la volante, nel frattempo supportata da altre due autoradio arrivate dai commissariati Porta Pia e San Lorenzo. Alla fine lo sbandato è stato arrestato per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Il proprietario della bancarella ha raccontato di averlo sentito urlare come un indemoniato, mentre lanciava il monopattino. Una volta in tribunale è stato condannato a 6 mesi di carcere in abbreviato e subito rimesso in libertà. Il pm Filomena Angiuni aveva chiesto 10 di mesi di reclusione.
IL DEGRADO
Mancuso parla di problematiche da routine. «Agli sbandati non facciamo neanche più caso. Siamo assuefatti. Non ci rassegniamo però a vedere il nostro quartiere ridotto a uno spazio pullulante di microinsediamenti di rom e senzatetto. A ridosso delle mura Aureliane si rischia la baraccopoli. E guai passare col telefonino in mano». Negli enormi spiazzi a ridosso del cimitero di Roma, prosegue Mancuso, «sfido poi chiunque a parcheggiare senza versare un obolo al parcheggiatore abusivo. La macchina non la ritrovi. O la ritrovi graffiata. Ma questa - conclude rassegnato - è una situazione ordinaria. Il degrado parte dal Verano, corre di marciapiede in marciapiede fino a San Lorenzo e lungo le mura Aureliane. I nostri esposti restano inascoltati. Dalla morte di Desireé, nel palazzo occupato dei pusher, poco è cambiato. La presenza delle istituzioni è stata forte solo le prime due settimane». Fabrizio Montanini, portavoce del comitato Portonaccio, che lambisce piazzale del Verano, sta organizzando per settembre una manifestazione di protesta per denunciare il degrado e l'abbandono. «Troppi esposti inascoltati - spiega - Le forze di polizia non possono sostituire le politiche di decoro e sicurezza, tanto declamata e da anni assenti. Gli sgomberi dei campi si trasformano in una polveriera di disperati».
 

 

 

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