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Bar e ristoranti, boom di licenze a Roma: in due mesi 250 nuove aperture

La spinta agli ingressi nel settore è arrivata con l’annuncio del Giubileo e di Expo 2030. Confesercenti: «Ai titolari chiederemo di mantenere un alto standard qualitativo»

Bar e ristoranti, boom di licenze a Roma: in due mesi 250 nuove aperture
di Flaminia Savelli
4 Minuti di Lettura
Sabato 4 Giugno 2022, 00:00 - Ultimo aggiornamento: 08:06

Bar e ristoranti: dopo gli incassi record registrati nell’ultimo trimestre, ora l’apertura delle nuove attività. Dal primo aprile, in 250 hanno infatti depositato la richiesta o acquistato le mura per le attività di prossima apertura. «È il primo vero segnale di uscita dalla crisi Covid. Ora però arriva la parte più delicata perché ai nuovi titolari, soprattutto dei locali del centro, chiederemo di mantenere un certo standard di qualità sui menù» spiega Claudio Pica, presidente della Fiepet Confesercenti Roma. Una conferma dunque per il settore della ristorazione che nei due anni di pandemia ha accusato pesantissime perdite a causa delle restrizioni. Sempre secondo la Fiepet Confesercenti, tra il 2020 e il 2021, mille licenze erano finite in vendita a costi irrisori. Sono gli imprenditori piegati dai debiti che non sono riusciti a salvare l’attività liquidandola a prezzi irrisori, tra 50 e i 70 mila euro. Molto al di sotto dunque del prezzo di mercato in tempi pre- Covid. «Ci aspettavamo una inversione di tendenza ma non in tempi così stretti. Basti considerare che in tutto il 2019, erano state 400 le richieste per le nuove licenze. I prossimi mesi saranno determinanti per l’uscita definitiva dalla crisi. La spinta ai nuovi ingressi nel settore è arrivata con l’annuncio del Giubileo e per l’Expo 2030» spiega ancora il presidente Pica. Grandi manifestazioni per il rilancio della Capitale e non solo: «Le opere annunciate e gli eventi in programma saranno il motore del prossimo futuro anche se restano ancora dei nodi da sciogliere» sottolinea. 

La mappa

Il boom di richieste per i nuovi locali riguarda perlopiù il centro storico. Nello specifico tra il Pantheon e Piazza di Spagna. Seguito dai quartieri Parioli, Prati e infine San Giovanni. A spingere verso la ripresa pure il ritorno del turismo: «Si tratta di un investimento ponderato in un momento di ripresa grazie al ritorno dei turisti» precisa Roberto Rosi, uno dei nuovi titolari che ha avviato la procedura per l’acquisto di un locale nel Tridente: «Ho altre attività nel settore, ho sofferto come tutti durante la pandemia. Ma ho iniziato a vedere i primi segni di ripresa già a marzo. La crisi Covid - sottolinea Rosi- sembra essere davvero alle spalle e la Capitale nei prossimi anni sarà una città al centro di importanti eventi. Ecco perché è importante investire in questo momento in un settore che è in ripresa». 

Come confermano gli incassi, tornati ai livelli del 2019 dallo scorso aprile. Nel week end di Pasqua, il ricavo in un solo week end è stato di 22 milioni di euro. Con un trend confermato anche nelle settimane successive e ancora, per il ponte del 2 giugno: dallo scorso giovedì i ristoranti hanno registrato il tutto esaurito.
Fuori dalla crisi dunque, ma anche con imprenditori stranieri: «Molte delle nuove licenze sono state chieste da imprenditori stranieri, questo soprattutto per il Centro storico. Ciò significa che il mercato romano è tornato a respirare. Anche se l’attenzione in questi casi è altissima per il rischio di infiltrazioni criminali. Ci sono dei pesanti precedenti e tutte le misure di accertamento e controlli sono state attivate» conclude il presidente Pica. 
Il timore infatti è che la criminalità organizzata possa approfittare della flessione nel mercato romano per ripulire così il “denaro sporco”. Ecco perché le associazioni di categoria avevano segnalato la questione alla Prefettura chiedendo una task force composta da polizia, carabinieri e uomini della guardia di Finanza per vigilare sulle transazioni e sui futuri gestori dei locali della Capitale. 

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