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Roma, banda del tunnel libera: ora si indaga su altri colpi. Rilasciati i due napoletani: uno di loro specializzato in furti col buco

Caccia ai fiancheggiatori

Roma, banda del buco. Gli arrestati Antonio Pinto e Mario Mazza: «Passavamo lì per caso»
di Valeria Di Corrado e Alessia Marani
4 Minuti di Lettura
Venerdì 12 Agosto 2022, 12:42 - Ultimo aggiornamento: 22 Settembre, 11:26

Tornano liberi i due napoletani fermati ieri mentre si allontanavano in auto da via Innocenzo XI dove era appena crollato il tunnel che un uomo-talpa, con un complice, stava scavando nel sottosuolo. Il giudice ha convalidato l'arresto per resistenza e danneggiamento (della vettura civetta dei carabinieri) nei loro confronti e li ha rimessi in libertà.
 

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Sarà un caso, ma uno di loro, Mario Mazza, classe 1965, ha una sfilza di precedenti alle spalle per furti e rapine, commessi con la tecnica del buco, ossia della galleria aperta sotto il livello stradale per raggiungere gli obiettivi da colpire. In particolare nei primi del 2000 il suo nome compare tra quelli di una banda fermata per delle incursioni nel Nord Italia: prima il tunnel scavato da locali presi in affitto per agganciarsi alle fogne e da lì arrivare fin dentro le banche, anche quando i clienti erano all'interno. In un'altra circostanza il suo curriculum criminale rimanda a un altro commando specializzato anche in furti negli appartamenti. Antonio Pinto, 45 anni, invece aveva avuto guai per contrabbando di sigarette.

 

Gli appostamenti

L'ipotesi presa in considerazione dagli inquirenti è proprio che i due partenopei, insieme con il 34enne Andrea Grassi (precedenti di polizia per droga) e il 33enne David Sciavarrello, anche lui con piccoli precedenti - che era sul posto e risulta avere attivato i soccorsi -, romani di Primavalle, stessero lavorando a un maxi-colpo di Ferragosto ai danni di un istituto di credito o altro target appetibile nelle vicinanze. Nel raggio di 300 metri, infatti, dal punto di scavo si trovano una banca, un ufficio postale e una sala scommesse.
Roma, scavano tunnel, ma uno di loro resta incastrato: salvato dai vigili del fuoco. Due arresti. L'ipotesi "banda del buco"

L'edificio che ospita la banca (a soli 180 metri), in questo periodo, è oggetto di lavori di ristrutturazione con impalcature che coprono la facciata, sarebbe stato ancora più difficile accorgersi di un furto in atto.
Per capire se ci sia una connessione effettiva tra romani e napoletani, si stanno analizzando le telecamere di zona e i tabulati telefonici. Nel quartiere Aurelio, a pochi passi dal Vaticano, i residenti sono sempre più convinti: «Avevamo già visto quei carabinieri in borghese pattugliare la strada, sembra davvero impossibile che siano capitati per caso proprio nel momento in cui i due napoletano fuggivano. Li hanno bloccati pistole in pugno, come se immaginassero di avere a che fare con dei delinquenti». La banda - ma i napoletani dicono di non conoscere gli altri due e questi ultimi, denunciati a piede libero per crollo colposo e danneggiamento, si sono trincerati nel silenzio - a quanto pare sarebbe stata già nel mirino degli investigatori dell'Arma. E chissà che il cedimento improvviso nella galleria sia stata una reale sventura o meno per le talpe: magari ad aspettarli fuori dal tunnel, prima o poi, sarebbero arrivati i carabinieri.

 

Roma, scavano tunnel sotteraneo e restano incastrati

Un fattore che, in fondo, forse era stato preso in considerazione visto che Andrea appena estratto vivo dal crollo, dopo un estenuante lavoro dei vigili del fuoco durato più di 8 ore, la prima cosa che ha fatto è stata prendersela coi soccorritori: «Siete guardie vestite da pompieri». Intanto, non si può escludere che altre persone possano essere coinvolte nel colpo. Innanzitutto c'è da chiarire chi ha dato le chiavi del negozio al civico 42 agli scavatori. I carabinieri stanno accertando se ci fosse un contratto di affitto, se non scritto almeno sulla parola, e con chi. Il proprietario lo avrebbe dato in gestione a un'altra persona. Nel mirino degli inquirenti anche altri colpi messi a segno nel quadrante Prati-Balduina-Trastevere, a banche e gioiellerie. Nel frattempo Grassi resta ricoverato in prognosi riservata al San Camillo. Ieri pomeriggio è andato in sala operatoria per essere sottoposto a un intervento per una sindrome da contusioni multiple. 

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