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Roma, bambino investito da un suv a Roma. Il papà: «Gabriele ce la farà, lo porterò a vedere Dybala»

Stabile ma sempre in prognosi riservata l’11enne falciato sulle strisce in via Casilina

Roma, bambino investito da un suv. Il papà: «Gabriele ce la farà, lo porterò a vedere Dybala»
di Alessia Marani
4 Minuti di Lettura
Venerdì 12 Agosto 2022, 00:10

«Il nostro Gabriele è un bambino dal cuore d’oro, buono come il pane, adora il pallone, gioca a calcio, è forte e ce la farà. Appena starà meglio lo porterò a vedere Dybala». Papà Daniele e mamma Pina aspettano di potere parlare con i medici del Bambino Gesù che hanno in cura loro figlio, 11 anni. Il piccolo mercoledì pochi minuti prima dell’una del pomeriggio è stato falciato da un Suv mentre attraversava con la sorella di 13 anni, i cuginetti e un’amica di 17 anni, via Casilina, all’altezza di via del Torraccio di Torrenova. Da allora è intubato nella terapia intensiva, la prognosi resta riservata. Un impatto micidiale. Secondo quanto ricostruito dai vigili urbani del VI Gruppo le Torri, il bambino è stato travolto quando mancavano due o tre metri al marciapiede opposto, sulla penultima striscia pedonale. Da chiarire se il gruppetto di otto minorenni stesse passando con il verde per i pedoni. I ragazzini che erano con lui hanno raccontato che Gabriele era il primo, il “capogruppo”, che andava a passo più spedito. Che avevano iniziato ad attraversare la doppia carreggiata a due corsie verso il supermercato con il verde, ma che quando erano a metà strada, all’altezza dello spartitraffico, è scattato l’arancione. 

I TEMPI DEL SEMAFORO

«Sono tornato in quell’incrocio maledetto ieri notte alle due - spiega il papà del bambino - e ho verificato di persona che non appena scatta il rosso per i pedoni immediatamente diventa verde per le auto. Frazioni di secondo che, se si va ad alta velocità, non lasciano scampo». Alla guida del Suv, un Seat Ateca bianco, c’era un uomo di 51 anni, ferito anche lui. Gli esami tossicologici in ospedale hanno escluso che fosse ubriaco o drogato al volante. «Era lucido, ci siamo guardati negli occhi non appena sono arrivato sul posto - dice ancora Daniele - si era sentito male, stava seduto per terra e piangeva disperato. Non voglio dare colpe a nessuno, sarà l’inchiesta dei vigili a chiarire le responsabilità, ma mi sento di dire nella maniera più assoluta che quando si guida un qualsiasi veicolo bisogna andare piano. Se c’è un cartello che indica il limite a 50 all’ora, ci sarà un motivo. E lo dico con cognizione di causa perché sono un autista di autobus di linea e alla mia vita, a quella dei passeggeri e degli altri ci tengo».

Una delle ipotesi è che il Suv viaggiasse in direzione sostenuta verso Roma centro e che, in marcia, arrivato a ridosso dell’attraversamento, avendo visto scattare il verde, non abbia nemmeno rallentato. Solo una ipotesi per il momento. Fatto sta che la Seat ha urtato Gabriele sul lato sinistro del paraurti anteriore, facendolo carambolare prima sul cofano fino a fargli sfondare il parabrezza con la testa. Quindi il Suv a sua volta, nel tentativo di evitarlo, ha sbandato abbattendo il semaforo. A quel punto il corpo di Gabriele è stato sbalzato via di una decina di metri. «Mi ha chiamato mia figlia in lacrime, sono arrivato mentre l’ambulanza lo stava per portare via. Gabriele si lamentava, ma non so dire se fosse pienamente cosciente». Il piccolo stava andando con gli altri al McDonald’s. 

L’APPELLO
«Avevano preso l’autobus, erano appena scesi e dovevano andare dall’altra parte della strada - aggiunge la mamma - pensare che non esce mai ma glielo avevo promesso, ci teneva tanto ad andare». I genitori di Gabriele sono pronti per inviare un esposto al Comune e alle autorità per chiedere la messa in sicurezza della strada: «Non è possibile che non ci sia un marciapiede al centro delle due carreggiate per permettere a chi attraversa di fermarsi in sicurezza se scatta l’arancione o il rosso. E lo ripeto, un appello per tutti: andate piano, perché se si riesce a frenare per tempo si possono evitare conseguenze tragiche. Stanotte i parametri di Gabriele erano buoni, le condizioni stabili. I medici sono fiduciosi che si riprenderà. Non vediamo l’ora di riabbracciarlo». 
 

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