Roma, bimba di tre anni muore nel suo lettino. «Aveva le convulsioni»

Tragedia a San Paolo, disperati nonna e genitori: «Era andata a dormire dopo il latte». Forse stroncata da una crisi epilettica

Bambina di tre anni muore nel suo lettino. «Aveva le convulsioni»
di Alessia Marani
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Venerdì 5 Novembre 2021, 22:31 - Ultimo aggiornamento: 7 Novembre, 10:10

Il dramma che nessun genitore vorrebbe mai vivere. Risvegliarsi al mattino, trovare il proprio bimbo che non respira più nel letto, chiedere aiuto disperati, tentare il tutto per tutto pur di salvarlo, anche con l’aiuto dei sanitari, ma invano. È accaduto l’altra mattina a San Paolo quartiere a Sud della Capitale, vittima una bambina di 3 anni. Poco prima delle 8 è arrivata la telefonata al 112 e al 118: «Correte vi prego la nostra bambina sta male, non respira bene, ha le labbra cianotiche». 

CORSA CONTRO IL TEMPO

Gli operatori non perdono tempo, cercano gli equipaggi da inviare sul posto, tutti quelli disponibili e più vicini all’abitazione della bimba, i mezzi escono dagli ospedali San Camillo e dal Sant’Eugenio dell’Eur. Una corsa contro il tempo nel traffico di Roma, con il cuore in gola pensando a quel piccolo angelo che potrebbe non farcela. Medici e infermieri forniscono, intanto, le prime indicazioni utili, al telefono, ai genitori. 

I SOCCORSI

La piccola sembra avere una crisi convulsiva, bisogna fare delle manovre, se serve delle punture, ma la bambina non reagisce. Minuti, attimi, infiniti. Sotto il palazzo dove abita la famiglia si assiepano i mezzi del servizio di emergenza regionale. Le tute arancioni fanno la spola su e giù per le scale tra le ambulanze fermi in strada e l’appartamento della piccola e della sua famiglia. Fanno il tutto per tutto. Provano a rianimarla. Ma non c’è niente da fare. La bimba ha chiuso gli occhi per sempre. Gli altri occhi, quelli di chi resta, ed è intorno a lei si bagnano di lacrime.

Una morte “naturale” forse causata da crisi di cui la bambina pare soffrisse. Accertamenti di tipo medico sono in corso. La comunità scientifica di tutto il mondo si interroga ogni anno su questa sorta di “morti bianche” per potere arrivare a prevenire.

Sotto il suo portone familiari e amici si stringono intorno alla giovane mamma che indossa ancora la tuta e i panni comodi della prima mattina. Dolore insieme a dignità e compostezza. «Siamo cattolici, crediamo molto nel Signore – dice la nonna confortata da altri parenti – il Cielo aveva bisogno di un altro angelo e ha chiamato la nostra bambina. Dobbiamo andare avanti, mia figlia deve farsi forza perché c’è un altro nipote da seguire». La nonna racconta che «la sera prima la nostra bambina stava bene, era felice e serena come sempre. Poi ha preso il latte ed è andata a dormire, non potevamo pensare a una simile tragedia. Che Dio ci aiuti». 
Quello della bimba di San Paolo non è un caso isolato.

Nel luglio dello scorso anno un papà di Conegliano (Treviso) non riuscì a risvegliare la propria bambina di 3 anni dal sonno. La piccola morì per un arresto cardiocircolatorio dovuto a una crisi epilettica nonostante i sanitari del 118 riuscirono a intubarla e a portarla in ospedale con l’eliambulanza. Sette mesi prima una bambina di 2 anni e mezzo morì per una crisi convulsiva mentre era all’asilo, in un comune della provincia di Torino. Morti in seguito a crisi convulsive legate in particolare all’epilessia, secondo gli esperti, sono comunque rare e si verificano più frequentemente nel sonno e negli adulti in seguito ad alterazioni cardio-respiratorie secondarie alla crisi stessa. 

 

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