ATAC

Roma, l'autista del bus finito contro l'albero: «Ho avuto come un blackout, mi hanno svegliato le grida»

Venerdì 18 Ottobre 2019 di Michela Allegri e Camilla Mozzetti

«Non ricordo di essermi sentito male, ma non ero al telefono, questo non l'avrei dimenticato». È ancora steso su un letto della breve osservazione nel triage dell'ospedale Santo Spirito, Misael Vecchiato, l'autista 40enne dell'Atac che mercoledì si è schiantato con un mezzo della linea 301 addosso a un pino sulla via Cassia.
La Procura lo ha formalmente indagato con l'accusa di lesioni aggravate: nell'incidente, infatti, sono rimaste ferite almeno 69 persone, lui compreso. Sono i referti medici, piovuti poi negli uffici del XV gruppo della polizia locale, a dirlo. Per il momento nessuno dei passeggeri ha avuto una prognosi superiore ai 20 giorni. Ma lui, l'autista con almeno dieci anni di servizio alle spalle, non ricorda nulla degli istanti precedenti allo scontro. Nella sua mente ha raccontato a un collega è come se si fosse innescato un «blackout».

Roma, bus contro albero sulla Cassia: «L'autista guidava senza mani»
 

 

«LA SECONDA CORSA»
«Ero alla mia seconda corsa, avevo preso servizio intorno alle sette del mattino e stavo camminando a una velocità moderata perché c'era traffico». A poco a poco, con il passare delle prime fermate, la vettura ha iniziato a riempirsi «dallo specchietto retrovisore controllavo di tanto in tanto quanta gente era a bordo». Fino a che, arrivato allo svincolo con via Oriolo Romano, il mezzo invece di proseguire sulla strada è andato a schiantarsi contro un pino che poi, per motivi di sicurezza, è stato abbattuto. «Era tutto normale ha raccontato Vecchiato che nelle prossime ore sarà ascoltato anche dagli inquirenti una corsa come le altre». Poi il vuoto. «Quando mi sono ripreso avevo il giubbetto di servizio che mi era caduto sulla testa, sentivo un dolore tremendo al costato e le urla delle persone, una signora di colore al mio fianco gridava e era sporca di sangue».

«NESSUN TELEFONO»
Ma l'autista nega di essere stato con il telefono in mano e di essersi distratto mentre rispondeva a un messaggio o a una chiamata. La sua famiglia ieri ha raccontato che l'uomo aveva con sé solo il telefono personale e che l'altro, quello aziendale, lo aveva perso e che aveva sporto anche una denuncia. L'apparecchio però è stato rinvenuto sul mezzo dai vigili urbani che stanno portando avanti le indagini. Entrambi sono stati sequestrati e nel comando generale ieri hanno iniziato a vagliarli per risalire alle attività e confrontarle con l'orario dell'incidente. «Sono molto preoccupato ha ribadito più volte l'uomo al collega per quello che è accaduto ai passeggeri, ma non potrei spiegare cosa è accaduto».
L'uomo non ricorda neanche di avere avuto un malessere, un crampo allo stomaco o un giramento di testa, ad esempio. «Ho dei flash di ieri mattina, ricordo il percorso, le fermate, quelle poche che avevo fatto, il semaforo al quale mi ero bloccato per poi ripartire, la curva poi nulla più, solo le grida delle persone». Poco dopo le 8.20 ha alzato la testa finita sul volante sentendo delle fitte terribili al costato. Gli esami tossicologici hanno escluso l'assunzione di droghe mentre ora le perizie tecniche disposte anche sul mezzo dell'azienda municipalizzata immatricolato nel 2001 dovranno confutare o negare diverse ipotesi elaborate da chi sta portando avanti le indagini in queste ore. «Mi dispiace per quello che è successo», ha concluso l'uomo che oggi molto probabilmente sarà dimesso dall'ospedale.

Ultimo aggiornamento: 09:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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