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Roma, auto rubata al disabile trovata (e non ancora restituita): «Per colpa della burocrazia un'estate bloccati in casa»

L'auto rubata sotto casa nel posto invalidi dove era parcheggiata, lo scorso 28 giugno. Usata per una rapina è ancora in un deposito giudiziario.

Roma, auto rubata al disabile trovata (e non ancora restituita): «Per colpa della burocrazia un'estate bloccati in casa»
di Raffaella Troili
4 Minuti di Lettura
Martedì 9 Agosto 2022, 07:33 - Ultimo aggiornamento: 22 Settembre, 13:11

«Ridatemi la macchina, ne ho davvero bisogno». È l'appello di Jonathan che è ancora chiuso in casa. Il Doblò attrezzato per disabili resta sotto sequestro ma forse ora si vede luce. «Mi hanno contattato dalla Questura di Roma per firmare un foglio che dovrebbe accelerare i tempi per sbloccare la situazione e dissequestrarlo, sta tutto in mano alla polizia scientifica». Giovanni Fontana, il padre del 36enne costretto sulla sedia a rotelle, si era rivolto al Messaggero per raccontare la disavventura che sta pagando cara, soprattutto suo figlio: l'auto era stata rubata sotto casa in via Canzoni del Piave al Laurentino nel posto invalidi dove era parcheggiata, lo scorso 28 giugno. Pochi giorni dopo aveva scoperto che era stata usata, con un'altra targa rubata, per mettere a segno una rapina a un portavalori a Torre Angela. Era stata riconosciuta da un amico, era corso sul posto e aveva visto con i suoi occhi il Doblò blu tutto ammaccato, gli sportelli a terra, i vetri rotti.

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LE INDAGINI
Era il primo luglio. «Mi confermarono che dentro c'era la pedana allungabile che permette alla carrozzina di essere agganciata durante il trasporto». Da allora suo figlio è ancor più limitato negli spostamenti, perché «è complicato e faticoso metterlo in macchina da solo». Per giunta il signor Fontana fino al 22 luglio non ha più avuto notizie della sua auto, poi ha ricevuto una telefonata dalla Squadra mobile di Roma, «gentilissimo, l'ispettore, ma non mi ha saputo dire niente, neanche dove era finito il Doblò, in quale deposito giudiziario». E Jonathan che ama uscire, andare al mare, all'Eur per la fisioterapia è chiuso in casa, «i ragazzi delle cooperative non possono portarlo a spasso, Jonathan ci è rimasto malissimo, non pensava che ci fossero queste canaglie che tra tante macchine potessero rubare proprio quella adibita al trasporto invalidi». Pochi giorni fa il signor Fontana ha ricevuto altre telefonate, la prima più evasiva, all'indomani del suo appello accorato sul giornale. «Mi hanno chiamato dalla Questura e detto che dovevano fare ancora accertamenti approfonditi sui liquidi organici, che solo alla fine di tutte le verifiche, passerà tutto al magistrato che disporrà il dissequestro della macchina, che poi dovrò riparare e secondo me, arriveremo a ottobre, perché è un bel danno. Nel frattempo mio figlio continua a non poter uscire e mi dispiace tanto. Mi chiedo cosa ancora stiano cercando hanno tolto copri sedili e tappeti... quelli erano dei professionisti, hanno usato diverse auto rubate. L'unica cosa positiva che ho saputo da questa seconda telefonata è che il Doblò è in un garage, temevo fosse all'aperto, l'avrei dovuto buttare una volta riavuto». Tanti problemi, insomma, e lentezze burocratiche. Poi qualcosa si è sbloccato, il signor Fontana ancora non ci crede, ma aspetta fiducioso. «Ho firmato un avviso della Questura, quinta sezione, per accertamenti tecnici non ripetibili disposti dalla Procura che avverranno oggi e che prevedono esami di genetica forense, balistica ed evidenziazione impronte latenti». Qualcosa si muove, il signor Fontana e Jonathan contano su questi tempi, «anche perché il carrozziere il 23 chiude».

Il Doblò venne usato per speronare un portavalori e mettere a segno una rapina davanti all'ufficio postale di via Antea, tra spari in aria, una guardia giurata ferita, gente che andava a rifugiarsi nei negozi spaventata, quindi la fuga di cinque banditi a bordo di altre auto con un bottino di 350mila euro. In strada quel furgone blu ammaccato, i pezzi sparsi qua e là. Poi smontato pezzo per pezzo a caccia di impronte e Dna. E una vittima completamente innocente, Jonathan, colpita più di tutti, nonostante abiti al Laurentino, in tutt'altra zona, ancora in attesa di poter riavere il suo Doblò, la sua unica finestra sul mondo.

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