ROMA

Roma, incroci pericolosi e fari spenti: sos sicurezza per i pendolari dell'Aurelia

Giovedì 9 Gennaio 2020 di Emanuele Rossi
Roma, incroci pericolosi e fari spenti: sos sicurezza per i pendolari dell'Aurelia
Torri faro dell’Anas in black out. Alberi e tralicci a rischio, incroci critici e il problema irrisolto dei gruppi di ciclisti che quotidianamente affollano la strada statale. Sempre più pericolosa la via Aurelia nel tratto di Ladispoli. All’altezza del chilometro 37 l’ingresso sud della città spesso resta al buio. È un punto assai complicato, a ridosso di una curva già in passato teatro di gravi incidenti. Cittadini e comitati da settimane si battono affinché l’area torni ad essere sempre illuminata. «La visibilità il più delle volte è scarsa nella zona di Palo Laziale – testimonia Luigi, residente della frazione Monteroni – e di notte numerosi cittadini immigrati attraversano la strada sia a piedi che in bici mettendo a repentaglio la loro vita e quella delle altre persone».

A SINGHIOZZO
Negli ultimi tempi hanno funzionato a singhiozzo anche i pali della luce nella maxi rotatoria al confine con Cerveteri. Le associazioni di categoria si schierano a tutela di automobilisti e pendolari. «Occorre una maggiore sicurezza sulle strade del litorale – dice Biagio Camicia, presidente di Consumatori Italiani Ladispoli-Cerveteri – a cominciare proprio dalla via Aurelia. Gli impianti elettrici devono essere sottoposti ad una manutenzione più frequente e anche gli arbusti malandati a questo punto andrebbero rimossi definitivamente. La vegetazione inoltre è cresciuta a dismisura sul ciglio della strada e sfiora i veicoli di passaggio».

LE CRITICITÀ
Durante l’ultima giornata di maltempo costellata da raffiche di vento un enorme pino è crollato e solo per una casualità non è terminato al centro della carreggiata. Altri pini, quelli finiti nel “ciak” de Il Sorpasso di Dino Risi, sono stati smantellati in seguito al un grosso incendio di due anni fa. L’amministrazione comunale di Ladispoli aveva sollecitato l’Anas affinché intervenisse per eliminare le piante ormai bruciate. «Le nuove criticità le comunicheremo alla società – dice il sindaco, Alessandro Grando – anche se c’è da dire che in passato i tecnici, dopo le nostre puntuali segnalazioni, hanno affrontato i vari problemi. Diverso il discorso degli incroci pericolosi. Con Anas abbiamo già avuto un colloquio ma per la vicinanza della ferrovia e per le misure limitate della carreggiata non è facile al momento realizzare delle rotatorie». Olmetto Monteroni, Boietto e via Rimessa Nuova. Queste le arterie a ridosso della statale cerchiate con il bollino rosso.

LA PROPOSTA
«L’ingresso ad Olmetto dovrebbe essere più sicuro – è l’appello lanciato dal comitato locale – con una visibilità idonea a poter immettersi sulla corsia della via Aurelia e l’aggiunta di una corsia centrale di rallentamento per poter accedere senza rischi di incidenti anche mortali». Analogo discorso al chilometro 39, dove si svolta per raggiungere le campagne di Boietto e Monteroni, e al 40 in via di Rimessa Nuova già martoriata dalle voragini sull’asfalto. L’idea partorita nel 2019 era quella di installare un altro autovelox al chilometro 39. Un progetto però mai andato in porto. «Finora non abbiamo notizie in merito», risponde il sindaco Grando. Ed è proprio il discorso dei velox (ce ne sono quattro tra Ladispoli e Marina San Nicola) e dei limiti di velocità ad infiammare la polemica. In neanche 3 chilometri i conducenti di auto e moto procedono a 70, 80 e 90 chilometri orari e i cartelli stradali non sempre sono visibili proprio per la scarsa illuminazione. Molti pendolari ritengono che i limiti andrebbero resi omogenei in modo da non dover creare ulteriore confusione. Protestano anche gli utenti ladispolani e cerveterani del trasporto su gomma costretti ad attendere le rispettive corse in piedi. Le fermate dei bus non hanno neanche la tettoia e nelle giornate di pioggia i cittadini restano sotto l’acqua e le intemperie. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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