ATAC

Roma, l’altra beffa dei nuovi bus Atac: già pagati ma fermi

Lunedì 1 Luglio 2019 di Lorenzo De Cicco
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Mentre a Roma alle quattro di pomeriggio, col termometro oltre i 33 gradi e i condizionatori dei bus sfasciati, circolano poco più di 500 mezzi (Atac ne dovrebbe garantire almeno 1.170), in un garage di Bologna 50 navette fresche di fabbrica aspettano da settimane di prendere la volta della Capitale. Ferme, inutilizzate. Le ha comprate il Campidoglio un anno fa, ma la giunta di Virginia Raggi litiga con i vertici della municipalizzata - nominati sempre dai 5 Stelle – sui costi di cessione. Gratis, ha chiesto l’azienda guidata dal presidente e ad Paolo Simioni; a caro prezzo, circa 4 milioni l’anno, secondo il Comune. Che nonostante gli screzi, ha cercato lo strappo, votando in giunta la settimana scorsa una delibera che parla di «usufrutto a titolo oneroso». L’ennesima gaffe, però, perché stavolta a bloccare l’operazione sono stati i commissari di Atac nominati dal Tribunale fallimentare.

Roma, 500 bus in meno: e le attese raddoppiano
 

Il concetto recapitato a Virginia Raggi e assessori è sostanzialmente questo: nel piano di concordato che dovrebbe traghettare il colosso dei trasporti romani fuori dalla crisi si parla di «autobus concessi in comodato gratuito o usufrutto». Insomma, di uno scambio oneroso non c’è traccia. Quindi tocca mantenersi su quei binari, altrimenti la strategia per risanare la più grande partecipata d’Italia del settore rischia di deragliare. Una beffa, considerato che proprio la settimana scorsa il percorso del concordato è arrivato all’ultimo tornante, con la sentenza di omologa che ha avallato il piano di Simioni.

LA CRISI
Ma ora tocca rimpolpare un servizio che invece è al collasso. Soprattutto per bus e tram, 4 milioni e mezzo di chilometri persi dal 2016 a oggi. I commissari giudiziali - tre professori, Giorgio Lener, Giuseppe Sancetta e Luca Gratteri - hanno detto chiaro al Campidoglio che la delibera per far arrivare nei depositi dell’Atac i bus comprati a luglio 2018 deve essere cambiata. Va rivista la formula che, come detto, prevede un «usufrutto a titolo oneroso a favore dell’esercente del servizio di trasporto pubblico locale, attualmente Atac Spa, su un numero di 227 mezzi di proprietà di Roma Capitale».
Un altro pasticcio, dopo quello dei bus noleggiati da Israele e non immatricolabili perché considerati troppo inquinanti dalla Motorizzazione civile. L’ultima rilevazione sul parco mezzi circolante di Atac risale a giovedì 27 giugno e ha descritto una situazione mai così disastrosa: alle quattro e mezza di pomeriggio viaggiavano 520 bus, contro i 980 della mattina. In teoria, dal 24 giugno, con l’entrata in vigore dell’orario estivo, l’azienda comunale dovrebbe garantire almeno 1.170 bus al giorno (di norma sono 1.300). Invece ne va in pista la metà, per la gioia, si fa per dire, di chi aspetta davanti alle paline delle fermate, a queste temperature. Se il servizio annaspa è per via dei climatizzatori marci, perché nonostante la manutenzione sono vecchissimi, così come i bus, la cui età media, a Roma, supera i 12 anni. Contro gli 8,6 anni medi di Milano, i circa 5 anni di Berlino, i 6 di Londra e i 7 di Parigi.

IL FLOP DEGLI ACQUISTI
Un gap che andrebbe colmato con un filotto di investimenti e acquisti. Invece finora l’amministrazione grillina ha collezionato un fiasco dopo l’altro. Si è detto dei bus israeliani, prima ancora, l’estate scorsa, era andata deserta la gara per acquistare 320 bus. Al secondo tentativo, si è riusciti a far aggiudicare l’appalto per comprare 227 mezzi, che ora però incredibilmente non riescono ad arrivare nelle rimesse dell’Atac. Tutto questo mentre l’azienda dei trasporti ha un bisogno disperato di aumentare le corse, per far crescere i profitti e ripagare i propri creditori (sono più di 1.200). Ma senza nuovi bus è roba da mission impossible e a poco servono anche le assunzioni di altri autisti. I primi 50 firmeranno in settimana, ma non è detto che troveranno abbastanza autobus da guidare.
 

Ultimo aggiornamento: 13:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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