Roma, imprenditore edile vittima di due usurai: perseguitato anche durante la quarantena

Roma, imprenditore edile vittima di due usurai: perseguitato anche durante la quarantena
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Mercoledì 27 Maggio 2020, 11:01 - Ultimo aggiornamento: 11:14

Dopo anni di prestiti a tassi usurai, minacce e ha aggressioni ha denunciato i suoi estorsori, così i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Eur hanno dato esecuzione ad un’ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 2 persone, ritenute responsabili di usura ed estorsione. Il provvedimento segue le indagini dirette dal pm del pool della Procura di Roma - Reati contro il Patrimonio, coordinato dal Procuratore Aggiunto Lucia Lotti. Tutto il lavoro è iniziato lo scorso gennaio, quando un imprenditore edile si è presentato disperato dai carabinieri della Stazione Roma – IV Miglio Appio: non riusciva più a far fronte ad alcuni prestiti concessigli a tassi usurari. La vittima, ottantenne, a causa delle difficoltà economiche affrontate dall’impresa edile che gestiva a quel tempo, aveva ricevuto dal 2013, in più soluzioni, diversi prestiti per la somma complessiva di euro 375.000, pretendendo ed ottenendo interessi usurari nella maggior parte dei casi pari al 10% mensile.
In diverse occasioni, nonostante le restituzioni, la vittima è stata minacciata e aggredita fisicamente sia a mani nude sia con un bastone, per ottenere ulteriori vantaggi usurari. Non solo. Il creditore pressava l’anziano per spingerlo ad alienare i beni immobili di sua proprietà, in modo da trovare così il denaro necessario per estinguere il prestito. L’importo corrisposto dalla vittima ammonta complessivamente a non meno di 800.000 euro. Sempre più disperato, l'ottantenne per riuscire a saldare il debito, nel 2015 si era rivolto a un altro finanziatore che autonomamente - facendo leva sulla difficile situazione economica dell’uomo - aveva elargito un prestito di 50.000 euro applicando un tasso d’interesse mensile del 10%. E anche in questo caso, il nuovo creditore, per ottenere la restituzione del capitale prestato e degli interessi maturati nel tempo, vessava il debitore minacciandolo di aggressioni e agguati. Cosa che è avvenuta, infatti l'anziano è stato malmenato per non esser riuscito a restituire una somma di denaro.
Le intercettazioni telefoniche hanno fatto emergere la forte capacità criminale degli usurai, che agivano sempre con estrema prudenza nell’organizzare gli incontri con la vittima e che diventavano sempre più insistenti. Il loro comportamento criminale non si è fermato neppure davanti alle difficoltà dell'imprenditore nel cercare di reperire denaro, a causa delle limitazioni imposte sulla circolazione per il contenimento dell’emergenza epidemiologica del Covid-19.
Le indagini hanno portato alla luce i gravi reati contestati e le conseguenze derivate dai comportamenti usurari tenuti dai due finanziatori che, approfittando della vulnerabilità della vittima dovuta anche all’età, nonché delle sue precarie condizioni economiche e di salute, l’avevano costretta ad accettare le condizioni imposte.

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