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Roma, l'Anagrafe resta chiusa a Ferragosto. E chi muore rimane "sepolto" in casa

A causa dell'inaspettata chiusura dell'Anagrafe centrale sarà impossibile per le famiglie dei defunti ottenere l'autorizzazione alla sepoltura.

Roma, l'Anagrafe resta chiusa a Ferragosto. E chi muore rimane "sepolto" in casa
di Valeria Di Corrado
3 Minuti di Lettura
Domenica 14 Agosto 2022, 09:15 - Ultimo aggiornamento: 09:18

Ferragosto con il morto in casa. A causa dell'inaspettata chiusura dell'Anagrafe centrale del comune di Roma, prevista per domani, sarà impossibile per le famiglie dei defunti ottenere l'autorizzazione alla sepoltura. E, in mancanza di questo documento, la salma di chi muore nella propria abitazione non può essere trasferita dalle agenzie funebri nei depositi dei cimiteri. Un impasse che rischia di avere anche delle conseguenze igienico-sanitarie, se si considerano le temperature roventi di questi giorni.

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«MAI SUCCESSO PRIMA»
«Che io ricordi, da quando faccio questo lavoro, non è mai successa una cosa simile - commenta Luciano Taffo, titolare dell'omonima impresa funebre - L'Anagrafe deve rimanere aperta tutti i giorni per permettere di elargire i servizi essenziali per il cittadino, come appunto le denunce di morte. Nei giorni di festa gli impiegati possono fare una turnazione, come avviene nel resto d'Italia. Invece ogni tanto qualcuno si alza e decide qualcosa contro la logica, a discapito del morto e delle famiglie».

Chi infatti è deceduto stamattina, per esempio, rischia di restare circa 48 ore chiuso dentro casa. I familiari, quindi, saranno costretti a tenersi il feretro in appartamento. «Anche se si può chiudere la bara, è assurdo dover conservare una salma in casa per due giorni, perché, con il cado estivo, il cattivo odore è inevitabile - spiega Taffo - Già di domenica non si possono fare i funerali a Roma. Il regolamento comunale, però, prevede che se ci sono due giorni di festa consecutivi, il secondo è consentito celebrare i funerali. Ma in questo caso, con la chiusura domani degli uffici anagrafici, non sarà possibile presentare le denunce di morte: cancellazione anagrafica e autorizzazione alla sepoltura. È una cosa vergognosa, che rasenta la follia».
L'ultimo capitolo di una lunga serie di disservizi che negli ultimi anni hanno dovuto subire i parenti dei defunti: dalle lunghe liste d'attesa per le cremazioni, alle urne cinerarie abbandonate nei depositi; dall'incuria in cui versano ancora ora i cimiteri capitolini, ai resti ossei smembrati da infedeli dipendenti di Ama (ora a processo) per liberare i loculi.

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