Roma, aggressione omofoba a San Giovanni. Il racconto di Simone: «Io pestato perché gay»

Simone Baroni vittima di aggressione omofoba a San Giovanni. La denuncia sui social depositata ai Carabinieri
di Roberta Savona
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Mercoledì 19 Gennaio 2022, 16:40 - Ultimo aggiornamento: 17:23

«Io sono una persona forte. Per certi versi sono contento che sia successo a me e non a qualcun’altro che magari è meno spavaldo di me. Poteva prendersi l’insulto e andar via, come se fosse normale, per poi tornare a casa e soffrirne per giorni. Oppure, ancor peggio, poteva esser picchiato e finire molto male. Io sto bene, ma non è giusto trovarsi in situazioni in cui “sia normale” ricevere un pugno in bocca. Questa storia deve finire ed è per questo ho denunciato. Per tutti noi e, per “noi”, non intendo gay». Simone Baroni, 27 anni, è l’ennesima vittima di una vile aggressione omofoba, avvenuta nella tarda serata del 15 gennaio, nei pressi di un bar nel quartiere San Giovanni in Laterano, a due passi dalla più nota Gay Street, dove la comunità LGBTQI+ è solita ritrovarsi.

Chi è Simone Baroni

Una carriera da affermato coreografo per programmi televisivi ed un presente da imprenditore in strutture recettive di livello. Un amore solido ed una serenità di vita che lo rendono forte, ancor più forte di quanto non gli abbia insegnato ad esser la danza, praticata sin da bambino e con cui, nel 2015, arriva alle fasi finali della celebre trasmissione Amici di Maria de Filippi. Ed è proprio con questa forza che Simone Baroni ha affrontato i suoi aggressori, raccontando a Il Messaggero la triste vicenda che da subito, è rimbalzata sulla rete grazie ad una prima denuncia virtuale che il ballerino ha compiuto sui suoi social.

Il racconto dell'aggressione

«Mi trovavo con un gruppo di amici, di ritorno da un bar a San Giovanni. Ci salutiamo e con il mio fidanzato andiamo verso la nostra macchina. Sulla via incontriamo due ragazze con cui ci fermiamo a parlare e, dal nulla, sentiamo un tizio urlare “ma che non lo vedi che è f**cio?”» - dichiara Simone, aggiungendo che la frase è sfociata in altri e più grevi appellativi. A quel punto Baroni chiede al ragazzo cosa volesse, specificandogli che gli pareva di “non aver ben capito” e, di tutta risposta, lo sconosciuto continua ad avvicinarsi e a inveirgli contro, fino a sferrargli un primo pugno in faccia.

È in quell’istante che Simone decide di iniziare a filmare quanto stava avvenendo e, le riprese fatte, scatenano ancor di più l’ira dell’aggressore che viene raggiunto da altri quattro individui, che sembrano esser spuntati dal nulla. «Ho denunciato quanto successo sui miei social e ai Carabinieri, a cui ho consegnato il video, nella speranza che con l’aiuto di altre telecamere di quartiere, possano risalire al colpevole», - aggiunge Simone al Messaggero, specificando che durante le riprese, gli altri compagni dell’aggressore lo hanno raggiunto alla macchina dove il ballerino era arrivato, intimandogli di cancellare il video con ulteriori offese. Al rifiuto di Simone arriva un secondo pugno in faccia e strattoni e gomitate anche per il fidanzato, che cercava in qualche modo di separare le parti.

Cinque giorni di prognosi

Uno degli individui ha poi cercato di far da “paciere” chiedendo “con le buone” di eliminare il video, ma il ballerino è sempre più determinato a non farlo. Nella mattina successiva alla violenza, Baroni si è fatto visitare al Pronto Soccorso dove gli sono stati assegnati cinque giorni di prognosi in un referto presentato ai Carabinieri di zona, per depositare ufficiale denuncia. «Provo rabbia per quanto successo e ne sento ancor di più se penso alla Legge Zan non approvata che, come è evidente, serve, serviva e servirà per arginare tutti coloro che pensano sia normale poter picchiare una persona per strada».

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