Rocca di Papa, il dolore di Veronica: «Emanuele, il mio sindaco umile che non sposerò»

Venerdì 28 Giugno 2019

ROCCA DI PAPA «Voglio ricordare Emanuele come un eroe che ha dato la vita per il proprio paese». Si sarebbero dovuti sposare a settembre Veronica Cetroni ed Emanuele Crestini. E invece la vita ha preso tutt'altra strada. Quella di una fuga di gas che a Rocca di Papa, comune dei Castelli romani, nella Città metropolitana di Roma, poco meno di 20mila abitanti, provoca un'esplosione in Municipio. È il 10 giugno e il sindaco Crestini, 47 anni il 24 giugno, pur investito da gas e polveri, si getta nel palazzo per tirare fuori uno per uno dipendenti e utenti. Un gesto che resterà nella memoria di «tutti coloro che hanno sentito il proprio nume urlato con disperazione» dal primo cittadino, per «sincerarsi che in quella coltre fumosa non ci fosse più nessuno in pericolo», ha ricordato ieri al funerale Veronica Cimino, il vicesindaco presente in Comune e scampata allo scoppio, sindaco reggente. Crestini è morto dieci giorni dopo. Seconda vittima, dopo il suo delegato Vincenzo Eleuteri.

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L'ULTIMO SALUTO
Troppo piccolo il duomo. L'addio al parco cittadino. Lì ci si ritrova a fare il pic-nic. Lì invece ieri a migliaia si sono stretti nel lutto, mentre nel borgo le facciate colorate delle case e il profumo dei gelsomini si mescolavano ai fiocchi neri sistemati lungo strade e vicoli e alle saracinesche abbassate. Sindaco, figlio, fratello, papà, fidanzato. Ci sono la mamma Vanda, la sorella Beatrice, la piccola Mariaregina. «Emanuele lo ricordiamo così dice Veronica come era e come è sempre stato. Una persona buona, umile, che non si faceva mai chiamare sindaco dalle persone ma sempre Emanuele. Sempre in strada con gli operai a controllare tombini e marciapiedi. Sui posti andava in prima persona, non è mai stato sindaco dietro la poltrona». Così nella vita politica e in quella più privata, che diventavano tutt'uno. «Era disponibile con tutti, aveva una parola per tutti». Cosa resta, dentro? «Sette anni di ricordi sottolinea la fidanzata del primo cittadino Tanta felicità e tanta semplicità, perché io ed Emanuele siamo sempre stati una coppia felice e semplice. Lui non si è mai vantato della sua carica, tanto meno io di essere la sua compagna. Siamo stati sempre umili, con i piedi per terra, abbiamo cercato di essere presenti per il territorio e di aiutare le persone». Si erano conosciuti nel bar della famiglia Crestini. «Quando mi vide entrare, mi disse, pensò che dovevo essere sua. Lui è sempre stato molto simpatico, aveva un sorriso ammaliante. Mi sono innamorata del suo sorriso». Tanti programmi, ora spezzati. «Il nostro progetto era una bella famiglia numerosa, con tanti figli». Il cardinale Tarcisio Bertone, che celebra inviato dal Papa portatore di un messaggio di cordoglio di Francesco ricorda Emanuele e Veronica alla messa domenicale e sottolinea: «Mi sembra che in lui si siano adempiute le parole del Pontefice: lo straordinario si fa ordinario». I gonfaloni, oltre quaranta sindaci e tra loro la sindaca della Capitale Virginia Raggi, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. C'è la corona d'alloro del Presidente Sergio Mattarella, c'è il vicepresidente della Camera Ettore Rosato. «Sei un faro cui guardare per non infrangersi tra gli scogli dell'egoismo», dice ancora Veronica, ricordando il suo modo di «essere uno tra tanti, la serenità che mostravi anche nelle circostanze più avverse. La politica non ti aveva cambiato». E allora l'auspicio è che quel gesto possa «ispirare i giovani e la classe politica. Ci meritiamo che venga raccolto il tuo patrimonio di idealità e che venga data continuità a quello che stavi costruendo, anche tra coloro che ti osteggiavano ingiustamente e per fini personali. Anche per costoro hai lavorato giorno e notte». Ne ricorda l'impegno nell'accoglienza. Qui erano approdati gli immigrati della nave Diciotti, al centro d'accoglienza cattolico Mondo migliore. E un ultimo pensiero: «Emanuele, amore, sei qui tra noi ora e sempre».
Alessandra Camilletti
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