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Estate Roma, allarme stagionali: hotel, lidi e ristoranti senza il 20% del personale

Indagine dell’Anpit: le imprese del settore turistico non trovano abbastanza lavoratori. Tra le cause il Reddito di cittadinanza

Estate Roma, allarme stagionali: hotel, lidi e ristoranti senza il 20% del personale
di Fabio Rossi
4 Minuti di Lettura
Domenica 31 Luglio 2022, 07:33

Un posto di lavoro stagionale su cinque, quest'anno, è rimasto vacante. L'allarme estivo arriva anche da Roma e dal Lazio: con la ripresa delle attività turistiche, dopo le restrizioni dovute alla pandemia, le imprese del settore non riescono più a trovare un numero adeguato di lavoratori per i mesi caldi. Ossia di quelle persone, in massima parte giovani, che durante il periodo delle vacanze lavorano in alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari e in tutta la filiera legata al turismo e allo svago. A snocciolare i dati su questo fenomeno è Anpit Azienda Italia, (l'associazione nazionale per l'industria e il terziario). Secondo il report del centro studi, circa il 70 per cento delle imprese intervistate in tutta la regione lamenta una carenza di lavoratori stagionali compresa tra il 16 e il 24 per cento del personale. Particolarmente grave la situazione nella provincia di Latina, dove l'incidenza del turismo balneare è più rilevante.

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I TEMI
A causare queste difficoltà, secondo i dati del dossier, c'è in primis un problema demografico, visto che si tratta di contratti in grande maggioranza appannaggio di persone di età compresa tra 18 e 30 anni. In questa fascia nel Lazio, dal 1992 a oggi risultano 380 mila residenti in meno. Con un calo del 35 per cento: superiore seppur di poco, alla media nazionale. «C'è inoltre una percentuale di chi rifiuta un lavoro stagionale perché non vuole perdere il reddito di cittadinanza - sostiene Cesare Bianchi, presidente di Anpit Lazio - Altri declinano per motivi personali non bene specificati e il 40 per cento dice no perché preferisce passare i mesi estivi viaggiando o studiando».


LE PROPOSTE

Il reddito di cittadinanza, quindi, «è solo un parziale disincentivo all'accettare un'offerta di lavoro - sottolinea Bianchi - Concorrono altri fattori, come quello demografico: negli ultimi trent'anni nel Lazio si sono persi, tra i 18 e i 30 anni, circa 400 mila potenziali lavoratori». Nel Lazio sono complessivamente 147 mila le persone che hanno beneficiato di questa misura di sostegno al reddito, di cui il 52,3 per cento risiede nella provincia di Roma: il 32,4 per cento dei percettori, quasi un terzo del totale, è under 30. Per invertire la tendenza negativa del lavoro stagionale, l'Anpit propone: «Il riconoscimento a scalare del reddito di cittadinanza in costanza del rapporto di lavoro; l'istituzione di un bonus studi per i giovani universitari; un Erasmus del lavoro per formare personale specializzato nei Paesi dell'Unione europea».


IL CASO
E c'è chi deve ingegnarsi a trovare soluzioni innovative per reclutare tutto il personale necessario a offrire gli abutuali servizi alla clientela. «Siamo stati i più attivi sulle reti sociali, per presentare in maniera accattivante le varie tipologie di lavoro che offriamo nei mesi estivi - spiega Renato Lenzi, amministratore delegato di Zoomarine, il grande parco acquatico dei divertimenti di Torvaianica, e amministratore unico di Aquafelix, a Civitavecchia - Basti pensare che abbiamo ben 150 mila followers su TikTok. Inoltre siamo molto attivi per stilare convenzioni con università e istituti alberghieri, offrendo stage agli studenti». Insomma, bisogna letteralmente andare a caccia di persone disposte a lavorare d'estate: «Dobbiamo ringraziare i nostri lavoratori stagionali più fedeli, in buona parte studenti universitari, che sono tornati anche quest'anno - dice Lenzi - Ci abbiamo messo tempo a completare l'organico, cosa che peraltro non è riuscita ad altre realtà del nostro settore, soprattutto per la ristorazione, che è il settore numericamente più grande, e per le mansioni specialistiche, come i fotografi».
 

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