Roma, ristorante chiuso per Covid ma il giudice lo fa riaprire per pranzare. Chinappi: «È stato solo un favore»

Roma, ristorante chiuso per Covid ma il giudice lo fa riaprire per pranzare. Chinappi: «È stato solo un favore»
di Flaminia Savelli
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Martedì 16 Febbraio 2021, 08:56

«Sì. Ho aperto il ristorante quando le misure non lo consentivano. Chiedo scusa. Ma solo ai miei colleghi che come me sono piegati dalla pandemia e dalla crisi». È un fiume in piena Stefano Chinappi. Il titolare dell'elegante ristorante di via Augusto Valenziani, nel cuore della Capitale a una manciata di metri da via Veneto. Il 28 gennaio, con i bar e ristoranti aperti solo per l'asporto, Chinappi ha aperto e apparecchiato per il giudice Nunzio Sarpietro, la figlia e il futuro genero.

Roma, ristorante chiuso per Covid ma il giudice (del caso Salvini-Gregoretti) lo fa riaprire per mangiare con figlia e genero


Signor Chinappi, quando l'hanno chiamata per la prenotazione?
«Quella stessa mattina. È stato Il fidanzato della figlia del giudice. Mi ha detto che voleva fare la proposta di matrimonio da me, che sarebbero stati solo in tre. Era una cortesia. Un favore. Ho pensato che potevo fare uno strappo alla regola, perché il locale era chiuso. Quando sono arrivati infatti c'erano solo loro».

Un pranzo comunque...
«Sì, l'accordo era quello. Hanno ordinato un antipasto e la spigola. Poi però sono stati notati e il pranzo è finito prima del previsto. Non sapevo che proprio quella mattina, il giudice era stato a palazzo Chigi. Non volevo sollevare nessun polverone. Comunque poi hanno pagato il conto, 200 euro, e sono andati via. L'unico vero rammarico è aver mancato di rispetto ai miei colleghi»

In che senso?
«Ristoranti e bar erano tutti chiusi per le disposizioni sanitarie e invece, quel giorno a pranzo, ho aperto. Sono pronto comunque ad assumermi le mie responsabilità. Ho fatto una piccola eccezione, non voglio sminuire quanto è successo e neanche cercare alibi. Però siamo davvero in difficoltà. Dopo le chiusure di Natale e Capodanno, è arrivata un'altra mazzata».

Le hanno già notificato la multa?
«Non ancora. Ma so di aver sbagliato».
 

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