ROMA

Rifiuti, la mappa dei 125 siti abusivi: è la «terra dei fuochi» romana

Martedì 19 Marzo 2019 di Laura Bogliolo
Oltre due mesi per mappare le discariche abusive presenti in 5 Municipi, 125 siti trovati, monitorati e poi geolocalizzati in una cartina online in continuo aggiornamento. Discariche, accampamenti e inevitabilmente roghi tossici.
«La situazione più critica è nel IV Municipio dove abbiamo individuato 64 discariche abusive, ma anche accampamenti» dice Carlo De Falco, presidente regionale dei Gruppi di Ricerca Ecologica (Gre), associazione di protezione ambientale riconosciuta dal Ministero dell'Ambiente. La mappa è stata realizzata grazie alle segnalazione dei cittadini e attraverso il lavoro dei volontari. E i numeri sono impressionanti. Primo in classifica il IV Municipio (da Ponte Mammolo a Tor Cervara) con appunto 64 discariche, seguono il VI (da Torre Maura a Tor Bella Monaca) con 22 aree critiche, il III (Monte Sacro, Tufello) con 18, il VII (Appia e Anagnina) con 14 e il V (Centocelle, Prenestino) con 7.

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CARTINA ON LINE
Siamo nella terra dei fuochi romana, quella che secondo il dossier si estende per almeno 190.000 metri quadri, ingloba i campi nomadi di via di Salone, via Salviati e La Barbuta e comprende decine di micro e macro discariche figlie dell'abbandono, dell'illegalità e del traffico illecito dei rifiuti. Viale Palmiro Togliatti, altezza A24: c'è un enorme distesa di rifiuti che fa impallidire i residenti. Lì tempo fa sorgeva una mega favela di nomadi, poi sgomberata: ma i rifiuti sono ancora lì. Le bonifiche costano centinaia di migliaia di euro e non sono comprese nel contratto di servizio con l'Ama. «Non solo - aggiunge De Falco - la discarica aumenta di giorno in giorno». Tra via di Grotta Gregna, la Togliatti e l'A24 nella mappa si accendono 5 punti. Tradotto: 4 mega discariche e un accampamento abusivo. Spostiamo il mouse verso Tor Sapienza. Tra le cause che provocano la nascita di terre di nessuno ci sono ovviamente le occupazioni abusive di immobili. «Negli stabili sgomberati di via Raffaele Costi e via Cesare Tallone ci sono tutt'ora cumuli di rifiuti alti anche tre metri, soprattutto la struttura di via Tallone si è trasformata in un sito dove abbandonare immondizia» aggiungono i volontari di Gre Lazio che mostrano foto sconvolgenti. Lungo via di Tor Cervara le discariche sono addirittura otto.
L'associazione parla di «vere bombe ambientali» pronte ad esplodere o ancor peggio già deflagrate, vicine a centri urbani e lungo il fiume Aniene. Viene definita «gravissima» la discarica lungo la Salaria, nel Municipio III. Siamo all'altezza dell'intersezione tra via Salaria e la Tangenziale Est, «dove lungo le sponde dell'Aniene e a meno di 500 metri in linea d'area con la confluenza nel Tevere, c'è un'area di quasi mezzo ettaro in cui viene gettato di tutto, così come anche in zona Val d'Ala». Situazione altrettanto critica in via di Ponte Mammolo. Non si salva neanche la zona tra Portonaccio e Casal Bertone, o quella dietro la stazione Serenissima dove mesi fa è scoppiato un enorme incendio che ha prodotto una colonna di fumo nerissimo.

BOMBE AMBIENTALI
Nel VII, dove è presente il campo rom La Barbuta, oltre alla ormai nota area dell'ex Casilino 900 nel parco di Centocelle, «c'è un'intera zona a ridosso del capolinea Anagnina della Metro A, in via Walter Procaccini, con così tanti sversamenti da far apparire l'area quasi come una discarica».
I volontari dell'associazione di protezione ambientale hanno inviato i risultati dell'indagine al ministero dell'Ambiente, dell'Interno, all'Arpa, alla prefettura, al Comune e ai carabinieri forestali e, insieme a migliaia di residenti, restano in attesa di una risposta da parte delle autorità.
  Ultimo aggiornamento: 09:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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