Roma, flop di raccolta e pulizia strade: per i disservizi 170 reclami l'ora al Contact center del Comune

Lunedì 27 Gennaio 2020 di Laura Bogliolo
Un tratto di via Anders ricoperto di rifiuti di ogni genere
Oltre 760.000 chiamate al Contact Center del Comune 060606 per protestare sulla mancata raccolta dei rifiuti e sulla sporcizia che inonda la Capitale. È il bilancio delle richieste di aiuto dei romani al centralino che lo scorso anno ha ricevuto oltre 2 milioni e seicentomila chiamate (2.625.418 per la precisione). In cima ai report mensili c'è sempre l'Ama, telefonate per denunciare i secchioni stracolmi, le strade sporche, i marciapiedi inondati da sacchetti dell'immondizia. Leggere i dati significa ripercorre i mesi tragici vissuti dai romani durante l'annus horribilis in tema di rifiuti che purtroppo continua anche in questi giorni.

Rifiuti, spesa record per gli straordinari Ama: ma la città resta sporca

Ogni mese nel 2019 sono stati in media 63.454 i reclami per i disservizi dell'Ama (218.000 chiamate totali medie al mese), 2.046 al giorno, 170 all'ora (considerando un arco temporale di 12 ore al giorno). Il 29% del totale delle chiamate ha riguardato Ama, lo scorso anno la percentuale era del 28%. Il picco delle proteste è a luglio, proprio quando esplode l'ennesima emergenza che continuerà a tormentare la Capitale per lungo tempo. Ad aprile erano stati annunciati i lavori di manutenzione sui due impianti che lavorano l'indifferenziato. Si sapeva che la quantità di rifiuti trattati (1.250 tonnellate giornaliere) sarebbero stati ridotti di 500 tonnellate. La ripresa a regime delle attività (prevista per il 13 settembre) slitterà di un mese. Ed è stata una delle estati peggiori per i miasmi, le proteste, la pioggia di denunce, esposti e ovviamente di telefonate al Contact Center del Campidoglio. Il Comune che chiede proroghe alla Regione Abruzzo per continuare a trasferire rifiuti, il ministro dell'Ambiente Sergio Costa che avverte: «Si deve fare prima, perché ci sono 40 gradi e perché i rifiuti non possono stare per strada». Intanto i romani hanno continuato a protestare e ad appellarsi allo 060606: a luglio su un totale di 250.717 chiamate, 97.017 hanno riguardato proprio l'Ama, quasi il 39%. A giugno era già emergenza con 96.963 telefonate su un totale di 266.017. Si dovrà attendere agosto, quando mezza Roma partirà, per veder calare il numero di richieste (50.463 su un totale di 14.000). Ma non appena si tornerà in città, il centralino ricomincerà a squillare: a settembre su 218.170 telefonate, 71.189 hanno come oggetto il servizio reso da Ama. A ottobre si registra una leggera flessione (69.552 su 232.870), ma il mese successivo i contatti arrivano a 75.311 (su 222.156 chiamate). A dicembre sono 63.456 gli appelli al Comune sull'opera di Ama (205.049 le chiamate totali). Numeri, telefonate, cassonetti incendiati e intanto la Roma sporca per mancanza di impianti si fa conoscere a livello internazionale e diventa oggetto di articoli sulle maggiori testate straniere.

E l'emergenza continua. Proprio due giorni fa all'Aurelio gli abitanti sono scesi in piazza per protestare su una lunga lista di temi, in cima i rifiuti in strada. Qualche settimana prima sempre il comitato di quartiere Aurelio XIII ha presentato un esposto alla Procura di Roma anche per il rischio sanitario. «La situazione di emergenza si legge nell'ultimo esposto - si è cronicizzata ed è ulteriormente peggiorata nel periodo delle feste natalizie». «Abbiamo fatto moltissime segnalazioni allo 060606, sulle piattaforme online Dillo ad Ama e del sito istituzionale del Comune di Roma, - denuncia Danilo Amelina, presidente del comitato ma i cassonetti non vengono svuotati con regolarità e i rifiuti abbandonati non vengono raccolti per giorni, anche settimane, rendendo difficoltoso il passaggio dei pedoni sui marciapiedi e determinando una condizione di grave degrado».

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