Rifiuti, ecco 250 mini-impianti e un nuovo piano per San Vittore

Mercoledì 9 Ottobre 2019 di Mauro Evangelisti
Duecentocinquanta mini impianti di compostaggio: è questa la proposta rivoluzionaria di Acea, in collaborazione con Enea e Università della Tuscia, illustrata ieri nel corso del Sustainability Day (il giorno della sostenibilità). L’ad Stefano Donnarumma apre anche un fronte importante alla luce della carenza di impianti e della dipendenza di Roma dal trasporto dei rifiuti oltre i confini laziali. Spiega riferendosi all’unico termovalorizzatore del Lazio, a San Vittore (Frosinone), di proprietà, appunto, di Acea: «Potrebbe essere un impianto assoggettato a potenziamento. Tratta non solo rifiuti di Roma ma di tutta la regione, per garantire un maggiore assorbimento delle quantità prodotte. Ne abbiamo già parlato con la Regione e le ipotesi sono sul campo, ma bisogna attendere come sempre l’iter autorizzativo. Noi non abbiamo problemi di carattere finanziario e industriale per intraprendere l’investimento».

In sintesi: se serve, Acea (società quotata in borsa controllata al 51 per cento da Roma Capitale) è pronta a potenziare il termovalorizzatore di San Vittore. L’ipotesi sul tavolo: entro il 2024 una quarta linea da affiancare a quelle che attualmente possono bruciare fino a 400mila tonnellate di cdr/css l’anno. Cosa ben diversa dalla raccolta che resta un compito esclusivo di Ama. Da Roma Capitale, dove il Movimento 5 Stelle ha sempre avuto una linea contraria ai termovalorizzatori, non ci sono stati commenti ufficiali. Dalla Regione ieri non sono arrivate dichiarazioni, anche se questa ipotesi non viene osteggiata perché non si tratterebbe di un nuovo termovalorizzatore ma del potenziamento di quello esistente.

Parlano i Radicali (Simone Sapienza, segretario di Roma e Massimiliano Iervolino, membro della direzione): «Apprendiamo con favore le dichiarazioni dell’ad di Acea, Stefano Donnarumma, che ha espresso la disponibilità a potenziare l’impianto di termovalorizzazione di San Vittore. Il Lazio non vivrebbe più con un deficit di incenerimento e andrebbe verso un sistema virtuoso di economica circolare». E se Nicola Zingaretti, governatore del Lazio e leader del Pd, nei giorni scorsi ha frenato sui nuovi termovalorizzatori, dal governo il ministro Teresa Bellanova (ex dem, oggi con Renzi in Italia Viva) afferma, parlando di questo tipo di impianti: «Laddove serve non sono chiusa rispetto a nulla. Voglio avere confronti di merito e non creare polemiche. Se c’è qualcuno che mi dice che quel problema si può risolvere in altro modo, sono pronta».

Della carenza di impianti e della paralisi di Ama si parlerà questa mattina al Ministero dell’Ambiente nella riunione della cabina di regia al quale parteciperanno anche l’assessore regionale Massimiliano Valeriani e, a sorpresa, l’assessore di Roma Capitale al Bilancio, Gianni Lemmetti. Il Campidoglio chiede la proroga dell’ordinanza che apre le porte dei tmb di tutto il Lazio alla spazzatura romana. Per ottenerla dovrà dimostrare assolvere alle prescrizioni indicate dall’ordinanza: approvare i bilanci di Ama (l’ultimo è del 2016) e uscire dalla stasi sul fronte degli impianti, anche perché a fine anno chiuderà la discarica di Colleferro.

Ma Acea ieri ha presentato anche un progetto ambizioso, quello degli “impianti di compostaggio diffusi”, con l’obiettivo di installarne 250 entro il 2022. Grandi centri in cui si producono rifiuti - stazioni, aeroporti, aziende - potranno averne uno dove lavorare la frazione organica della differenziata, producendo così compost da utilizzare come fertilizzante. Dicono dalla società: «Grazie all’utilizzo di SmartComp, mini-impianti di compostaggio dotati di una rivoluzionaria tecnologia sensoristica, forniti da Acea, sarà possibile trasformare direttamente in loco i rifiuti umidi in compost, tramite un processo aerobico che in circa 90 giorni produce fertilizzante pronto per l’utilizzo».

Il progetto è realizzato in collaborazione con Enea e Università della Tuscia. Acea da agosto ha avviato una prima sperimentazione interna. «Questo progetto si inquadra nelle linee guida del Piano Industriale 2019-2022 del gruppo che prevede investimenti in sostenibilità per un totale di 1,7 miliardi, con un incremento di 400 milioni rispetto al Piano precedente - dice Donnarumma - Con l’obiettivo di installare 250 SmartComp entro il 2022 si potrà realizzare in maniera diffusa un sistema dalla capacità di 25.000 tonnellate l’anno - pari a quella di un impianto localizzato che gestisce rifiuti organici prodotti da una città di 250.000 abitanti - e produrre minori costi di filiera, a livello nazionale, di circa il 30 per cento».
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