ROMA

Roma, rifiuti davanti ai ristoranti: raccolta flop, boom di reclami

Lunedì 9 Dicembre 2019 di Mauro Evangelisti

La catastrofe dell'appalto della raccolta differenziata nelle utenze non domestiche (bar, ristoranti, negozi) che Ama, a caro prezzo e con un sistema mal studiato, ha affidato a ditte private, è raccontato dai numeri: nei primi 10 mesi del 2019 ci sono stati 62 mila reclami, praticamente 200 al giorno. E dalle verifiche in corso, spesso sono emerse inadempienze delle ditte, tanto che sono già state previste sanzioni per oltre 1,1 milioni di euro. La fetta più importante è nel I Municipio, dove Multiservizi (beffa delle beffe una partecipata di Ama) ha già oltre 800mila euro di penali ipotizzate. Questa disastrosa gestione dell'appalto, senza un efficace sistema di controllo e soprattutto di prevenzione dei disagi, ha contribuito a rendere la città più sporca, a frenare la differenziata e a costringere i titolari degli esercizi pubblici a gettare i rifiuti nei normali cassonetti, aggravando così la crisi della città.

Roma, emergenza rifiuti: cassonetti in fiamme a Quarto Miglio
Roma, Talenti sommersa dai rifiuti, i residenti: «Siamo abbandonati, c'è un rischio per la salute»
Emergenza rifiuti, ecco i siti militari per i camion Ama: da Castel Romano a Bracciano zone militari per i mezzi Ama

FALLIMENTO
Non solo: l'appalto, diviso in 16 lotti con durata variabile tra i 18 e i 36 mesi, ha impegnato ingenti risorse, 158 milioni di euro, e ha perfino sbagliato nel conteggiare il numero di utenze da servire, sovrastimando il dato: 80 mila rispetto alle reali 60 mila. Un servizio delle Iene inoltre ha documentato casi in cui gli operatori delle società private passavano, avvicinavano il badge per dimostrare di avere raggiunto l'esercizio commerciale anche nelle ore di chiusure, e se ne andavano senza raccogliere nulla. Per questo motivo, Fratelli d'Italia, che ha fatto l'accesso agli atti per scattare la fotografia della montagna di reclami, ha presentato una mozione in consiglio comunale, firmata anche da Rachele Mussolini, per chiedere che agli esercizi pubblici che hanno subito il danno per la mancata raccolta venga ridotta la Tari (o restituita). Spiega Roberta Angelilli di FdI: «I documenti che abbiamo raccolto in Ama mettono a nudo un disastroso appalto, con gravi e continuativi disservizi, con una media prossima ad un reclamo a utenza nel 2019 ed un totale disservizio nel Primo municipio. Ci sono tutte le condizioni per restituire la Tari ai contribuenti danneggiati: l'Ama conosce perfettamente chi ha subito il disservizio, sa quante volte non si è svolta la raccolta, sa persino quanti rifiuti ha prodotto ogni utenza, grazie a un software che garantisce la tracciabilità di tutta la procedura e registra tutti i dati. Inoltre, Ama ha svolto i controlli sulla base di migliaia di reclami che si sono rivelati fondati. Quindi la Raggi non poteva non sapere».

MONTAGNA
Cosa raccontano i numeri dei reclami? Partiamo dal I Municipio (centro storico), quello che più ha subito i disservizi della raccolta differenziata in bar, ristoranti e negozi. Qui il lotto era stato assegnato a Multiservizi: nei primi dieci mesi i reclami arrivati all'Ama sono stati 15.077 (50 al giorno), di fatto il 25 per cento di quelli totali in tutta la città. Se prendiamo come punto di riferimento l'ultimo mese in cui sono disponibili i dati, ottobre, si scopre che non si è trattato solo di una fase di rodaggio: è proseguita la situazione di caos del servizio, tanto che i reclami sono stati 2.125, vale a dire 70 al giorno. Per quanto riguarda gli altri municipi il record di denunce di inadempienze è al VI (Tor Bella Monaca, in totale 6.253) e il X (Ostia, qui sono stati 5.710). Ama fatica a dare una risposta a questa valanga di segnalazioni: in totale per ora solo il 40 per cento di reclami è stato evaso. Nel I Municipio siamo solo al 56 per cento. E le penali? Ecco, qui siamo di fronte a un buco nero, perché in linea teorica Ama dovrà chiedere alle ditte multate oltre 1,1 milioni di euro. Il record in questo caso nei municipi seguiti da Multiservizi (che ovviamente potrà contestare le sanzioni): in totale 863mila euro, addirittura 175mila euro nel solo mese di ottobre nel Municipio I. Ma al di là dei giusti reclami, delle sanzioni e della richiesta di non fare pagare la Tari a chi ha subito un danno, resta il flop di Ama che ha contribuito a rendere più sporca Roma.
 

Ultimo aggiornamento: 09:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA