Roma, l'Ama ora taglia gli spazzini. Ma i medici: «Così la salute è a rischio»

Roma, l'Ama taglia gli spazzini. Ma i medici: «Salute a rischio»
di Francesco Pacifico
4 Minuti di Lettura
Domenica 26 Settembre 2021, 09:12 - Ultimo aggiornamento: 11:19

Taglio degli straordinari all'Ama per far quadrare i conti ma poco personale da mettere in strada la domenica per la raccolta dei rifiuti e lo spazzamento. Con il risultato che alcuni Municipi lamentano di svegliarsi invasi dall'immondizia, mentre i sindacati chiedono un potenziamento degli organici. Lo scorso novembre Ama e le sigle dei lavoratori firmarono un protocollo che prevedeva dal Primo marzo di quest'anno che i dipendenti dovessero garantire, alternandole, due domeniche lavorative al mese, vedendosi riconosciuta la relativa maggiorazione. Alla terza sarebbe scattato lo straordinario, che porta un incremento salariale del 50 per cento rispetto alla paga base. Si era arrivati a questa decisione sia perché l'Azienda - con alle porte una ricapitalizzazione diretta e indiretta da 350 milioni - voleva contenere il costo del lavoro (nel 2020 per esempio c'è stato un taglio di tutti gli straordinari per 1,7 milioni di euro) sia perché le sigle chiedevano una diversa organizzazione dei turni.

Ama taglia il personale, caos raccolta rifiuti

 

Risultato? «Dopo il taglio degli straordinari - spiega Alessandro Bonfigli, leader della Uil Trasporti del Lazio - succede che su 4mila dipendenti idonei necessari, parlo sia di chi è di turno e di chi è in straordinario, ce ne sono in servizio la metà. Mentre su 800 autisti ne abbiamo in giro in alcune domeniche anche 300. Questo chiaramente crea un carico di lavoro sugli addetti della raccolta e dello spazzamento, ma anche ritardi nelle operazioni di pulizia. Poche storie: serve un potenziamento degli organici, ma anche rivedere l'organizzazione del lavoro perché un conto è pulire nella notte tra sabato e domenica nelle zone della movida, un altro dove non ci sono locali».

Comunali Roma, Calenda-Gualtieri-Michetti-Raggi: i candidati sindaco a confronto al Messaggero. Rifiuti, buche e fondi per Roma i temi forti


L'ALLARME
In questi giorni, complici anche le difficoltà a trovare sbocchi per portare i rifiuti (cioè le discariche), si registrano cumuli di rifiuti per le strade soprattutto nei quadranti Nord (Balduina, Cassia) ed Est (Centocelle, Cinecittà, Nomentana) della Capitale.

 

Tanto che il presidente dell'Ordine dei medici, Antonio Magi, lancia un nuovo allarme per «l'alto rischio igienico per i rifiuti a Roma. Le criticità, con gli accumuli di spazzatura per strada, al momento sono a macchia di leopardo, con zone più problematiche di altre. Non siamo ancora a livelli del passato ma, in queste condizioni, il pericolo è che da un momento all'altro la situazione precipiti».

Tor Bella Monaca, depositi illegali di elettrodomestici a pezzi: quattordici denunce

Ama dal canto suo sta facendo non pochi sforzi per accelerare l'ingresso dei nuovi operatori appena selezionati e prova a coprire i buchi anche spostando squadre da un quartiere all'altro. Però i disservizi domenicali restano. Rino Fabiano, assessore all'Ambiente del II Municipio, denuncia: «Ho chiesto lumi all'Ama, ma aspetto ancora una risposta ufficiale. Mi è stato spiegato dai referenti della nostra zona che c'è stata una riduzione degli straordinari. Il problema è che a farne le spese di questo risparmio sono i cittadini che vivono nelle aree dove c'è una grande concentrazione di Movida, di locali. Per quanto ci riguarda a piazza Mancini, a piazza Bologna, a San Lorenzo o a piazza delle Muse ci risvegliamo la domenica mattina immersi tra i rifiuti». In passato il II Municipio presentò anche un esposto alla magistratura. «Dal responsabile di zona - aggiunge Fabiano - mi è stato spiegato che moltissimo è legato al calo degli straordinari. Per esempio nel presidio di via Boimondo ci sono sulla carta 85 addetti, ma tra inabili e inidonei, meno della metà sono disponibili. E a questo punto fare gli straordinari è necessari».
 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA