Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Rifiuti, a Roma salta la differenziata: così l'emergenza mette in crisi la raccolta

L’Ama non è più in grado di separare i materiali abbandonati fuori dai cassonetti

Rifiuti, a Roma salta la differenziata: così l'emergenza mette in crisi la raccolta
di Fernando Magliaro e Francesco Pacifico
4 Minuti di Lettura
Venerdì 1 Luglio 2022, 00:36 - Ultimo aggiornamento: 2 Luglio, 08:59

Con i cassonetti traboccanti i cittadini finiscono per buttare la carta e la plastica dove dovrebbe andare il secco o l’umido. E viceversa. Poi ci sono i sacchetti lasciati dai cittadini fuori dai secchioni stracolmi: e i netturbini, quando li raccolgono, sono costretti a buttarli nei bilici degli squaletti senza andare troppo per il sottile. Per non parlare dei bidoncini di bar e ristoranti, dove spesso si getta tutto e il contrario di tutto, senza preoccuparsi di separare gli scarti. Tanto che le imprese che lavorano come fornitori di Ama per il porta a porta delle utenze non domestiche, lamentano un calo consistente delle quantità di organico prodotto. Nel caos più generale che da settimane sta mandando in crisi tutto il sistema dei rifiuti, non c’è soltanto il problema di dove mandare il talquale, perché scarseggiano i Tmb e le discariche: sta calando anche la raccolta differenziata. Secondo la Cgil, mancano all’appello almeno 3mila tonnellate di materiali riciclati. 

Lancia l’allarme Natale Di Cola, segretario regionale della Cgil: «La grave crisi che sta vivendo la Capitale tra i tanti effetti negativi sta contribuendo a diminuire la percentuale di rifiuti raccolti in maniera differenziata. Parliamo di 3mila tonnellate nelle ultime 3 settimane, che porteranno a diminuire di un uno per cento la media mensile. Un dato preoccupante che porta con se anche un aumento dei costi per l’azienda».

LA CRESCITA

Stando alle ultime disposizioni dell’Unione europea bisogna arrivare nel prossimo decennio almeno al 65 per cento di materiali riciclati in ottica di economia circolare. Roma è molto indietro. L’ultimo bilancio di Ama recita che «nel 2021 la percentuale media di raccolta differenziata è stata pari al 45,57 per cento con un aumento dello 0,5 per cento rispetto al 2020 con un quantitativo raccolto pari a 732.175 tonnellate (+2,8 per cento rispetto al 2020)». Non a caso, sempre lo scorso anno, l’azienda ha registrato grazie alle altre frazioni un incremento delle entrate di 7,9 milioni di euro. 

Da via Calderon de La Barca spiegano che, rispetto al passato, c’è un approccio diverso verso la differenziata, come dimostra la decisione di farsi finanziare con il Pnrr due biodigestori per l’umido e presse per la carta e la plastica. Dall’inizio dell’anno, poi, sono aumentate le quantità di cartone inviate alle cartiere. Anche nell’ultima crisi, Ama, sta aumentando i giri di raccolta per queste frazioni nel weekend, quando sono chiusi gli impianti che lavorano il talquale. Ma al di là dei buoni propositi e degli sforzi della municipalizzata, i livelli di differenziata, come denuncia la Cgil, stanno calando, perché anche su questo fronte si scontano i rallentamenti nei vari passaggio del ciclo dei rifiuti, con le difficoltà a trovare sbocchi. 

 

Come detto, in questi giorni e con la corsa a trovare un secchione libero, i cittadini o i negozianti buttano dove c’è uno spazio libero il secco, l’umido, la carta, la plastica o il vetro, senza separarli. L’importante è non ritornare a casa con il sacchetto. Risultato? Aumenta la quantità di materiali nei cassonetti del talquale, che deve essere trattato e smaltito a un prezzo più alto in quegli impianti che stanno centellinando gli accessi ad Ama. Per quanto riguarda i recipienti per la differenziata, questa situazione accresce il tasso di impurità di carta, plastica o vetro. Con l’effetto che le piattaforme per il riciclo, riconoscono alla municipalizzata un minore valore dei materiali che gli sono stati conferiti, perché è più difficile trasformarli.

In quest’ottica non va dimenticato il peso dei rifiuti lasciati a terra in queste settimane, dove prima uno dei maggiori fornitori di Ama, la Rida di Aprilia, ha dovuto chiudere i battenti per manutenzione, poi è bruciata la seconda linea del Tbm Colari di Malagrotta, che solitamente lavora circa un terzo dei rifiuti talquale prodotti a Roma. Parliamo di almeno 10mila tonnellate. Racconta un operatore dell’Ama: «Qualunque rifiuto troviamo per strada, che sia vicino ai cassonetti o sia vicino a una fermata dei bus, noi purtroppo dobbiamo raccoglierlo come indifferenziato. Dovremo aprire ogni sacchetto, ma anche per motivi di sicurezza non lo possiamo fare». E, anche se ci sono carta o plastica, tutto finisce nel calderone dell’indifferenziato.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA