ROMA

Rifiuti, ad Anagnina e Ponte Mammolo i centri di trasbordo

Venerdì 2 Agosto 2019 di Lorenzo De Cicco
Rifiuti, ad Anagnina e Ponte Mammolo i centri di trasbordo

I camion dei netturbini cambiano rotta. Dopo il Salario, Ponte Malnome e in questi giorni Saxa Rubra, faranno tappa all'Anagnina, a Ponte Mammolo e in altri indirizzi ancora. La lista definitiva, con tutti i nuovi siti, è stata stilata mercoledì sera dalla direttrice dell'ufficio Rifiuti del Campidoglio, Laura D'Aprile. Nel documento sono annotati sette indirizzi, dislocati in sei municipi: Ponte Mammolo (IV Municipio), Piazzale Pino Pascali al Prenestino (V), un parcheggio in via Anagnina e un altro sito in via Schiavonetti (entrambi nel VII), poi ancora Tor de' Cenci (IX), Via Piolti De Bianchi a Torrevecchia (XIII), Via Vinci dietro all'ex manicomio di Santa Maria della Pietà, nel XIV. Qui, già dai prossimi giorni, i mezzi della municipalizzata cominceranno a scaricare il pattume raccolto dai bidoni, per poi ricaricarlo su altri mezzi diretti verso discariche e inceneritori fuori Roma.

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I TEMPI
I nuovi siti dovrebbero aprire formalmente a stretto giro, entro fine mese. Il Campidoglio, si legge nella direttiva dell'Ufficio Rifiuti, ha chiesto ad Ama «di predisporre entro 30 giorni dalla notifica gli atti per l'attivazione delle aree di trasbordo». Altri siti ancora potrebbero allungare la lista nei prossimi mesi, ha fatto capire l'amministrazione: «L'elenco potrà essere integrato e rivisto con analogo provvedimento dirigenziale, all'esito delle verifiche sulle aree proposte», anche «per tenere conto di ulteriori disponibilità», insomma di nuove zone che potrebbero saltare fuori più in là.

Per ora si parte con i primi 7 spiazzi. Rispetto alla proposta iniziale di Raggi ai minisindaci, formulata a metà luglio, tre zone sono state depennate. Come l'area di Settebagni, a ridosso del Raccordo, che aveva suscitato una ridda di polemiche da parte degli abitanti del III Municipio, già provati dai miasmi dell'impianto del Tmb del Salario, smantellato a dicembre dopo il maxi-rogo.
Per garantire ai compattatori dell'Ama un posto dove travasare l'immondizia, da gennaio il Comune ha dovuto ripiegare sull'area di Ponte Malnome, non molto distante dall'ex discarica di Malagrotta, ma una fronda dei 5 Stelle, elettoralmente radicata da quelle parti, ha chiesto che si trattasse di un'opzione temporanea, massimo sei mesi. Da qui la caccia alle «aree alternative». Un processo che D'Aprile ha voluto condividere con i municipi, per ridurre al minimo proteste e disagi.

LA RACCOLTA LUMACA
I nuovi centri, si spiega nel provvedimento, sono «funzionali al miglioramento della raccolta»; ospiteranno attività come «il trasferimento dei rifiuti da mezzi di raccolta minori a mezzi più grandi adibiti al trasporto verso gli impianti di trattamento, con una contrazione dei tempi di trasferimento e una conseguente ottimizzazione dei servizi». Insomma, avere più centri sulla mappa di Roma, dovrebbe permettere all'Ama di tagliare i tempi e di velocizzare la raccolta lumaca della spazzatura.

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