Regina Coeli, detenuto sequestrato e violentato da due compagni di reclusione: choc a Roma

La violenza da parte di due detenuti di origine slava, accusati di rapina e altri reati

Regina Coeli, detenuto sequestrato e violentato da due compagni di reclusione: choc a Roma
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Mercoledì 20 Aprile 2022, 10:38 - Ultimo aggiornamento: 19:53

Sequestrato e violentato dai suoi compagni di cella, che lo avrebbero legato con una corda e minacciato con un coltello rudimentale. È il racconto drammatico di un detenuto del carcere di Regina Coeli, che dopo essere stato soccorso e accompagnato in ospedale dalla polizia penitenziaria, ha formalmente denunciato i suoi aggressori. Loro, che ora si trovano in isolamento, rischiano il trasferimento in un altro carcere, ma soprattutto conseguenze penali, visto che sulla vicenda è stata aperta un' inchiesta della procura di Roma e sono già in corso accertamenti. A rendere noto l'accaduto il Sappe, sindacato autonomo della polizia penitenziaria, secondo il quale gli aggressori sarebbero due detenuti di origine slava accusati di rapina e altri reati, mentre la vittima un italiano. «Un episodio vergognoso e raccapricciante certamente favorito dall'allentamento della sicurezza interna dovuto alla vigilanza dinamica», sostiene Maurizio Somma, segretario nel Lazio del Sappe. Tesi condivisa dal responsabile nazionale del Sappe, Donato Capece, che punta l'indice contro il«regime penitenziario aperto,con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno» e contro le carenze di organico della polizia penitenziaria a Regina Coeli.

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Dalla ricostruzione che arriva da fonti del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria però la vigilanza dinamica e le celle aperte non avrebbero avuto nessun ruolo in questa vicenda. Vittima e aggressori erano infatti da inizio aprile tutti e tre positivi al Covid e per questa ragione detenuti nella Settima Sezione, che nel carcere romano- in questo momento alle prese con un focolaio che ha coinvolto 211 reclusi, il più grosso a livello nazionale- è destinata a chi ha contratto il virus. Sezione in cui le celle restano chiuse proprio per evitare la diffusione del contagio. L'aggressione sarebbe avvenuta la settimana scorsa nella camera di pernottamento che i tre condividevano. E la visita in ospedale, secondo fonti sindacali, avrebbe confermato la violenza subita dalla vittima, che ora è seguita oltre che da sanitari anche da psicologi.

 

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Avviata un'indagine

Reali le carenze di organico della penitenziaria a Regina Coeli, istituto che ospita quasi 300 detenuti in più ( sono in tutto 912) rispetto ai posti regolamentari (615). I poliziotti in servizio effettivo sono 373 sui 516 previsti. Ma presto ci sarà un rafforzamento, si apprende da fonti di via Arenula: le prime dieci unità arriveranno a maggio,altre 21 a settembre, e altre ancora potrebbero aggiungersi a inizio giugno per effetto dei trasferimenti. Le stesse fonti segnalano che a breve sarà siglata anche un'intesa per attivare un laboratorio informatico nel carcere romano in cui formare un gruppo di detenuti da impiegare nella digitalizzazione di atti giudiziari dei grandi processi del passato.

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