Tre colpi in un giorno: catturati i rapinatori seriali che colpirono tra Roma e San Cesareo

Tre colpi in un giorno: catturati i rapinatori seriali che colpirono tra Roma e San Cesareo
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Venerdì 11 Ottobre 2019, 11:33

Dovranno rispondere di tentata rapina, rapina a mano armata, tentato omicidio, detenzione e porto d’armi, tre malviventi arrestati dai carabinieri di Palestrina. Sono loro i protagonisti del tour delle rapine dell’11 settembre scorso, quando, da Roma, nel giro di un paio d’ore sono arrivati a San Cesareo per derubare, pistola in pugno, tre esercizi commerciali: il bar Romano, in via Casilina, a Roma, il bar Area 51, in via Proust a San Cesareo, e la Sala slot Belvedere, in via Maremmana sempre a San Cesareo.
Tutto ha inizio alle prime ore del mattino quando i tre italiani, di 28, 29 e 51 anni, fanno irruzione nel primo bar, in via Casilina, sparando un colpo di arma da fuoco per intimidire i presenti. Uno dei dipendenti, però, oppone resistenza e, complice le difficoltà di apertura della cassa e il tempo che corre inesorabile, i tre decidono di desistere e allontanarsi velocemente. Percorrono via Casilina, fino a San Cesareo dove, in via Proust, assaltano il bar Area 51. Stavolta la cassa è vuota, così, minacciandolo con la pistola, uno di loro si fa consegnare il portafogli dal dipendente che sta al bancone.
Non soddisfatti, i tre raggiungono la Sala slot Belvedere, nei pressi del casello autostradale della A1, dove – sotto la telecamera di sorveglianza – uno dei tre fa irruzione con il volto coperto da una sciarpa e la pistola in pugno, minacciando il cassiere per farsi consegnare l’incasso. Anche stavolta qualcosa va storto: un addetto alla sicurezza scaglia uno sgabello di ferro contro il rapinatore che reagisce, esplodendo due colpi all’indirizzo del malcapitato. Per fortuna, l’uomo viene colpito soltanto di striscio all’inguine ma, nel frattempo, il bandito riesce ad afferrare 2 mila e 500 euro e fuggire a bordo dell’auto dei complici che lo aspettano fuori.
Sul momento, i criminali riescono a far perdere le tracce, le indagini dei carabinieri di Palestrina, coordinati da una magistrata di Tivoli, però, sono puntuali e consentono di risalire all’identità dei tre rapinatori, raccogliendo elementi che il Gip di Tivoli Mario Parisi, considera esaurienti per firmare l’ordinanza di custodia cautelare in carcere: «Il quadro a carico degli indagati – spiega il procuratore capo Francesco Menditto - è solidissimo, articolato sulla scorta di un bagaglio investigativo che assume tratti di indiscutibile attitudine incriminante».
Ieri, durante gli arresti, dalla perquisizione a casa di uno dei malviventi, i carabinieri hanno rinvenuto, nel cassettone della serranda, una pistola calibro 7.65 con matricola abrasa, compatibile con quella usata per le rapine. Secondo il Gip «la spregiudicatezza, la disponibilità di armi, l’inclinazione ad usarle, l’abitudine ad assumere alcool e droghe denotano un contesto di accentuata pericolosità degli indagati».

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